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Multedo, un quartiere sospeso tra impianti industriali e promesse. E lo spettro del Gnl

Presto dovrà arrivare una decisione, e il quartiere potrebbe essere in pole position

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Genova. Con una zona industriale in bilico tra spostamenti e rinnovi, dopo le promesse della politica e lo stallo delle decisioni, il futuro di Multedo appare mai come oggi incerto. E se non si riesce a trovare una soluzione per quello che già c’è, il quartiere potrebbe pagare il tributo di una nuova servitù, enorme.

Sì, perché se parliamo di depositi di gas naturale liquefatto (Gnl), il quartiere potrebbe rimanere con il cerino in mano: dopo il crollo di Ponte Morandi, infatti, tutto si è azzerato, e il puzzle della gestione degli spazi portuali ha visto nuovamente mescolarsi i pezzi.

Andiamo con ordine: come è noto da anni si parla di spostare i depositi costieri di Superba e Carmagnani da Multedo, ma mai si è trovato il posto, tra proteste della popolazione e vincoli dettati dalle normative. Le aree ex Ilva di Cornigliano, infatti, sono state scartate per via della riconversione post industriale promessa e sottoscritta anni fa dalle istituzioni dopo i decenni di industria pesante, mentre a Sampierdarena, per aree ex Enel, si potrebbero avere problemi tecnici per via del fatto che nella zona sono presenti altri impianti ad incidente rilevante. Nel cuore geografico della città.

I due quartiere, inoltre, hanno una capacità di mobilitazione popolare molto forte, e in etnrambi i casi la politica più volte si è trovata a cercarvi il consenso con promesse e rassicurazioni. Nel frattempo, invece, a Multedo Porto Petroli ha visto rinnovarsi la concessione di altri 10 anni.

Il crollo di Ponte Morandi ha ulteriormente complicato il quadro, rimescolando le carte della gestione delle aree portuali, con la nuova viabilità portuale costruita in emergenza (anche se pensata già molti anni fa e mai realizzata) che potrebbe essere meno provvisoria del previsto. Ma nel frattempo il mondo va avanti, ed nel 2020, cioè “dopodomani”, entreranno in vigore le nuove normative europee che limitano, tra le altre cose le immissioni di inquinanti da parte delle navi. La corsa al Gnl è quindi già partita: tutti gli armatori hanno messo in cantiere navi con questa propulsione, mentre porti come Livorno, Ravenna e Oristano si stanno attrezzando rapidamente per fornire il bunkeraggio necessario grazie a nuovi depositi.

E Genova? Per ora nulla. Qualche mese fa il presidente dell’Autority Signorini aveva annunciato che Eni stava lavorando al progetto di un impianto, senza però sbilanciarsi sulla eventuale location. Eni, ricordiamo, detiene il pacchetto di maggioranza di Porto Petroli s.p.a., e anni fa aveva abortito il progetto dell’attracco in boa galleggiante perché non sostenibile economicamente. I flussi, infatti, se si parla di petrolio, sono in calo da qualche anno, e l’area quindi potrebbe essere rilanciata da un nuovo impianto, soprattutto se Carmagnani e Superba si “spostassero”, lasciando a poco distanza importanti aree vuote e facilmente attrezzabili per un allargamento degli impianti.

Nel caso, quindi, che venissero accolte le richieste del quartiere, spostando i depositi, potrebbe entrare dalla finestra un nuovo impianto a rischio di incidente rilevante, che è “sicuro”, senza dubbio, ma che nessuno vuole.

Il sindaco Marco Bucci ha più volte promesso che a breve giro si deciderà dove spostare gli impianti di Multedo: ad oggi il termine che lo stesso sindaco si era posto è fissato entro la fine dell’anno. Ma come spesso ripete il primo cittadino, quando si parla di date, bisogna considerarle nei termini di “best option”. La migliore opzione che per Multedo potrebbe non arrivare mai.