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Memoria, oggi l’anniversario della strage della Galleria delle Grazie. Ma nessuno se lo ricorda

Oltre 500 morti dimenticati da tutti

Genova. Un corona d’alloro secca, targhe sbiadite e malconce, motorini abbandonati. Questa è il tributo che Genova riserva ai suoi morti, nel 76° anniversario della strage della Gallerie delle Grazie.

La sera del 23 ottobre 1942, infatti, il cielo della Superba fu lacerato dall’urlo sordo delle sirene: i bombardieri alleati si accingevano a scaricare sulla città il loro carico di distruzione.

La popolazione, terrorizzata, si diresse nei rifugi, tra cui quello delle Grazie, che aveva molti accessi, tra cui quello ripidissimo vicino a Porta Soprana. Ma la paura per quello che si era provato nei primi bombardamenti aerei dei giorni precedenti provocò il delirio: la calca di una folla impazzita “macinò” i corpi di oltre 500 persone, stando alle fonti popolari, schiacciate sul cancello a fondo scala inspiegabilmente chiuso.

Una strage, un incubo, che oggi sembra lontano. Anzi, lontanissimo: nessun evento, infatti, è stato previsto oggi, organizzato da qualsivoglia istituzione, in memoria di quello che fu uno dei più amari tributi di sangue che il “meraviglioso” popolo genovese pagò per la guerra fascista.

“La guerra è la lezione della storia che i popoli non ricordano mai abbastanza”, scriveva Carlo Del Croix, orrendamente mutilato durante la Grande Guerra, scritta che campeggia ancora oggi sulla Casa del Mutilato, edificio costruito pochi anni prima di quella guerra, la seconda, che portò i bombardieri a distruggere città e vite, da entrambi i fronti. E che portò alla Strage della Galleria delle Grazie. Quella lezione, oggi, non la ricordiamo ancora.