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Maxi operazione antidroga della Dda di Genova: le indagini partite dal figlio di Onofrio Garcea

Oltre ai 16 arresti di oggi, altri 10 in corso di indagine. Giro d'affari da 20 milioni di euro

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Genova. Le indagini della Dda genovese che hanno portato all’arresto di 16 persone, di cui una ricercata, per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga sono partite da Davide Garcea, figlio del boss della ‘ndrangheta Onofrio, condannato la settimana scorsa a sette anni e nove mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso. Garcea, indagato per spaccio in questa inchiesta, secondo l’accusa comprava lo stupefacente dalle organizzazioni e lo rivendeva per conto proprio.

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“È impossibile però – ha detto il colonnello Riccardo Sciuto – che il padre non sapesse dell’attività del figlio”. La droga, hanno ricostruito i militari, arrivava dal Marocco in Spagna, dove veniva nascosta dentro tir che trasportavano frutta. Dalla penisola iberica lo stupefacente varcava il confine italiano a Ventimiglia o in Piemonte dove veniva stoccato e distribuito ai vari corrieri. La droga veniva poi rivenduta in Liguria, Piemonte, Toscana, Lombardia ma anche Lazio e Sicilia. Tra i capi delle organizzazioni, secondo l’accusa, c’era Franco Guastamacchia, 44 anni, a cui oggi è stata trovata una pistola con matricola abrasa. L’inchiesta era partita nel 2016: in due anni sono state arrestate altre 10 persone per singoli episodi e sequestrato numeroso stupefacente e i veicoli su cui viaggiava la droga che veniva nascosta spesso all’interno di tir adibiti al traporto delle arance o a finti mezzi utilizzati nei cantieri stradali.

Il giro d’affari avrebbe fruttato secondo gli inquirenti circa 20 milioni di euro. Ogni corriere veniva pagato 5 mila euro a viaggio. “Si tratta – ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi – di una operazione importante perché dimostra come vi sia a Genova una attività economica criminale rilevante e perfettamente organizzata”.