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Malasanità, dopo trasfusione contrasse Hiv e ne morì. Tar conferma risarcimento di 600 mila euro alla vedova

Lo stato dovrà pagare entro 60 giorni

Genova.Lo Stato dovrà pagare 600mila euro ad una vedova ligure, il cui marito nel 1996, contrasse l’AIDS in seguito a una trasfusione di sangue infetto. È quanto stabilito dal Tar Liguria che, confermando la sentenza di primo grado del Tribunale di Genova, ha condannato il Ministero della Salute al risarcimento della somma. L’uomo venne ricoverato in una casa di cura dove fu sottoposto alla somministrazione di sacche di sangue.

In seguito a tali trattamenti sarebbe stato contagiato dal virus dell’HIV. La commissione medica del Ministero della Difesa a seguito dell’istanza presentata dallo stesso accertò nel 2007 il nesso di causalità tra le emotrasfusioni praticate e la sieropositività al virus AIDS. In seguito all’aggravamento di questa patologia il 13 agosto 2009 l’uomo morì a soli 55 anni. La moglie, unica erede, nel 20012 conferi’ incarico al nostro Patronato per agire legalmente contro il Ministero della Salute al fine di ottenere il danno subito dal marito ed il danno da perdita del rapporto coniugale.

Nel 2013 il Tribunale di Genova condannò il Ministero per mancata vigilanza sulle sacche di sangue infetto al risarcimento dei danni subiti dal compianto marito per la somma di 600.000,00 oltre interessi. Dopo 5 anni di attesa venne interpellato il Tar Liguria, che con sentenza n. 1432 ha dichiarato l’obbligo del Ministero al pagamento entro 60 giorni.