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Storia cancellata dall’esame di maturità, Liliana Segre: “Mi fa paura, senza conoscere il passato non si diventa uomini”

Carlo Felice pieno per l’incontro con la senatrice a vita nell'ottantesimo anniversario delle leggi razziali

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Genova. “Mi fa molta paura che abbiano tolto la storia dall’esame di maturità, perché non si diventa uomini senza sapere quello che è successo prima”. Così Liliana Segre, senatrice a vita, prima di salire sul palcoscenico del teatro Carlo Felice per l’incontro con le scuole della Liguria organizzato dall’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Segre ha commentato il fatto che il ministero dell’Istruzione abbia abolito la traccia storica tra quelle dei temi all’esame di stato.

liliana segre a Genova

Poi un messaggio ai giovani, nell’ottantesimo anno dall’emanazione delle leggi razziali, di cui la stessa Segre, da ragazzina, fu vittima. “Ai ragazzi di oggi dico di non odiare – afferma – e di smettere di utilizzare il linguaggio dell’odio a tutti i livelli, e poi di avere la coscienza della propria forza e scegliere senza delegare”. Sulla possibilità di derive che riportano al passato – non ultima in Liguria la targa a Savona intitolata anche alle “camicie nere”, la senatrice a vita afferma: “Sarebbe troppo facile dire che ci sono delle derive, ma io sono ottimista e voglio sperare che gli orrori del passato non si debbano ripetere mai”.

All’incontro del Carlo Felice, trasmesso in streaming anche a palazzo Ducale, e in molti istituti della regione, partecipano circa 6000 studenti. All’ingresso in sala Liliana Segre è stata accolta da un caloroso applauso e da un’ovazione da parte dei ragazzi.

liliana segre a Genova

“Mi viene in mente una cosa, tra l’emanazione delle leggi razziali, nel 1938 e la Costituzione del 1948 sono passati solo dieci anni – ha detto dal palco il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – questo significa che tra il provvedimento di legge peggiore della nostra storia e quello migliore sono passati solo dieci anni, eppure era lo stesso Paese, molte persone sono morte, alcune hanno partecipato alla guerra altre no, ma si è trattato di un breve lasso di storia, meno di una generazione, questo – aggiunge Toti – ci dà il senso di perché sia importante essere qua oggi, è importante continuare a interrogarsi e farsi gli anticorpi affinché non debbano più accadere certe cose”.

Molte le autorità presenti, oltre al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, la prefetto di Genova Fiamma Spena, l’assessore al Bilancio del Comune Pietro Piciocchi in rappresentanza del sindaco, l’ex ministro della difesa Roberta Pinotti, e ancora il presidente della comunità ebraica di Genova Ariel Dello Strologo, il questore Sergio Bracco, il rettore dell’Università Paolo Comanducci.