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La zona arancione chiede un indennizzo di 25 mila euro all’anno: “Saremo affacciati sul cantiere di demolizione, le nostre case non valgono più nulla”

Sono stati ricevuti in consiglio comunale dove hanno chiesto di essere inseriti nella zona di interferenza urbana e risarciti in base alla legge Pris. "Definiremo tutto entro Natale", promette il sindaco

Genova. Chiedono il riconoscimento della zona d’interferenza urbana e le indennità a essa legate, sono i cittadini che vivono e lavorano nelle strade e piazze limitrofe alla zona rossa di ponte Morandi. Lo hanno fatto con una lettera aperta a governo e istituzioni locali e durante un incontro con sindaco e conferenza dei capigruppo in consiglio comunale. “Chiediamo che ci sia riconosciuto un risarcimento così come previsto dalla già esistente legge regionale Pris – spiega uno dei portavoce del comitato zona arancione Fabrizio Belotti – che regolava gli indennizzi legati alla realizzazione della gronda di ponente”.

Le vie e i civici interessati sono via Enrico Porro, civici 1, 2, 2A , 3 autocertificati come
sfollati temporanei per il periodo dal 14/08 al 18/08; via Capello civico 10; via del Campasso; via Fillak 35;
via Campi, civici 1A , 2, 3, 15, 13, 13A ,11, 7, dal 14/08 al 11/10 limitata all’accesso dei soli residenti.

I cittadini sono seguiti e supportati dal Coordinamento ligure dei Consumatori Utenti – Clcu (Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Codacons, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento difesa del Cittadino, Sportello del Consumatore). “Dopo il crollo di ponte Morandi – si legge nella lettera – questi cittadini oltre a subire gli odierni e prolungati disagi, saranno costretti anche a subire i cantieri di demolizione e ricostruzione per l’infrastruttura che comporteranno ulteriori disagi quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, immissioni rumorose, polveri e momentaneo degrado della zona tutta. Si rammentano inoltre i danni morali, materiali e alla persona che sono stati e saranno subiti dagli abitanti, oltre all’incidenza della grave situazione relativa alla mobilità urbana”.

torrente sturla vegetazione e vipera

Il comitato zona arancione-interferiti chiede anche di partecipare attivamente alla definizione del percorso che porterà alla futura riqualificazione della zona, ma sono preoccupati per una “totale svalutazione degli immobili di proprietà che sono invendibili, non affittabili e non ipotecabili”. Chiedono quindi che la loro posizione sia inserita nel decreto insieme a un’indennità definita in 23/25 mila euro all’anno fino al ritorno della normalità, ma non ci sono state – per ora – cifre fisse stanziate.

“Il commissario per l’emergenza, il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, insieme al sindaco di Genova, definiranno il perimetro della zona arancione, come zona di interferenza urbana legata alla demolizione e ricostruzione del ponte, per imprese e abitazioni, e saranno quindi garantiti i relativi indennizzi, per i cittadini delle vie limitrofe alla zona rossa”. Hanno comunicato il sindaco Marco Bucci e l’assessore comunale al Bilancio Pietro Piciocchi al comitato.

“Non saranno inseriti gli indennizzi – spiega Bucci – che saranno poi gestiti caso per caso dalla struttura commissariale, ma ci sarà un riferimento all’esistenza della zona arancione”. Il sindaco promette che la definizione dei rimborsa avverrà entro Natale. “Adesso la priorità sono le aziende e i cittadini della zona rossa”, aggiunge. “Siamo mediamente soddisfatti – dice Fabrizio Belotti, portavoce del comitato zona arancione – avremmo preferito trovare nero su bianco nel decreto i fondi da noi richiesti, ma abbiamo avuto sufficienti rassicurazioni”.