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La psicologa degli sfollati: “Molti dopo la tragedia potrebbero voler lasciare Genova”

Genova. “Gli sfollati in realtà non chiedono ma condividono emozioni, sia quelle dell’attesa, per chi ancora non è rientrato nella propria casa, che quelli di chi ha già ritirato alcuni dei propri oggetti e che ha vissuto, comunque, un momento emotivamente molto difficile”.

psicologa emergenza sfollati

A spiegare tutta la difficoltà di lasciare la propria casa, di ritrovare nuovi punti di riferimento, di dover scegliere alcune cose da portare via é Cristina Olmi, psicologa del servizio psico-sociale di Croce Rossa, in servizio di supporto e accompagnamento tra gli sfollati della zona rossa.

Olmi, ovviamente, non può raccontare ciò che gli hanno detto le persone appena uscite dalle proprie abitazioni: “Sono cose personali private – spiega – e credo che vada mantenuta assolutamente la riservatezza su quelli che sono i contenuti emotivi“, ma può comunque spiegare le problematiche che queste persone vivono.

“La difficoltà per queste persone – sottolinea – è quella di ripensare un futuro di riprogettarlo. La perdita di punti di riferimento, infatti, richiede di ripensare di la propria vita questo sicuramente è ciò che accade a molti di loro. Queste catastrofi costringono, in qualche modo, a dover fare anche delle nuove scelte e quindi, chi ora non si ha più casa a Genova può pensare, ad esempio, a dove andare a vivere, e non è detto che sia la propria città. Ci sono tante cose che vengono rimesse in discussione perché anche una fase di disorganizzazione cognitiva. Sono eventi che portano a rimanere in qualche modo scioccati. traumatizzati – conclude – e quindi diventa difficile poter pensare con lucidità, in modo razionale, a come ripartire”.