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Ilva di Cornigliano, sale la tensione per l’invio delle lettere di distacco: lunedì possibile sciopero

Nessuna traccia della convocazione al Mise e mentre l'azienda chiede una riduzione del personale a Genova si è rischiato un grave incidente

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Genova. Sale la tensione all’Ilva di Cornigliano in vista dell’arrivo delle lettere di distacco per mille dipendenti su 1474 che secondo quanto comunicato da una nota ufficiale di Mittal saranno pubblicate sul portale dell’Ilva il 29 ottobre.

Non solo. In un comunicato sindacale l’rsu dell’Ilva spiega che “nei giorni scorsi sono state proposte delle riduzioni di personale senza innovazioni tecnologiche nei reparti Movimento Ferroviario, Linee di Taglio ed Elettrolitica, a seguito delle quali abbiamo aperto la procedura di raffreddamento”.

Nell’ultima riunione del collegio di vigilanza che si era tenuto la scorsa settimana in Prefettura è stato chiesto dai sindacati un incontro col Ministero dello Sviluppo Economico per definire compiti della futura società di Cornigliano, essendoci un impegno tra AM investco e ILVA a.s. in un contratto privato del 14 settembre 2018.

“Non ci faremo dividere tra lavoratori dentro e fuori dallo stabilimento – si legge nel comunicato – prima che ci sia un quadro chiaro per tutti.Le condizioni di passaggio da una società all’altra vanno definite chiaramente a Genova in base all’accordo di programma, come abbiamo ripetutamente chiesto”.

Per questo l’appuntamento è per lunedì 29 ottobre per tutti i lavoratori alle 5,30 fuori dalla portineria Ilva per decidere le iniziative di lotta. “Saranno i lavoratori a decidere se e quali forme di lotta adotteremo” chiarisce il coordinatore dell’rsu Armando Palombo, ma lo sciopero con corteo a questo punto sembra quasi scontato.

“Chiediamo che Mittal si fermi e non pubblichi venerdì le lettere come ha annunciato. In caso contrario è molto probabile che lunedì i lavoratori decideranno di tornare in piazza”. Il segretario della Fiom di Genova Bruno Manganaro spiega il clima che si respira tra i lavoratori in questi giorni: “Venerdì scorso siamo stati convocati perché l’azienda ha proposto una riduzione di personale nel settore della manovra ferroviaria e nella linea della banda stagnata perché oggi all’Ilva lavorano 1059 persone mentre Mittal ne vuole solo mille”.

Riduzione però respinta al mittente dalla rappresentanze sindacali: “Certo perché in questo caso è anche una questione di sicurezza. Proprio sabato abbiamo rischiato un incidente – spiega Manganaro – sulle linea della Elt 1 con un operaio rimasto impigliato a una macchina e solo la presenza del secondo uomo sull’altra linea che ora l’azienda vorrebbe tagliare ha evitato il peggio”.

Il lavoratore è stato medicato con otto giorni di prognosi per lo schiacciamento di una mano “perché il collega ha schiacciato prontamente il pulsante della sicurezza, ma se fosse stato solo la macchina se lo sarebbe portato via” spiega Armando Palombo coordinatore rsu Fiom. “In passato abbiamo anche accettato riduzioni di personali ma in cambio di innovazioni tecnologiche o come forme di sperimentazioni. Una situazione come questa non si era mai verificata”.

Su questo i sindacati hanno avviato lo stato di agitazione e chiesto un incontro in Confindustria, che è arrivato nel pomeriggio e fissato per luned’ 29 alle 15 ma al momento non sembra essere sufficiente a fermare la protesta.

“Dobbiamo chiarire una volta per tutte questa situazione tra chi è dentro e a quali condizioni e chi è fuori a quali altre condizioni – dice il coordinatore dell’rsu della Fiom Armando Palombo – L’accordo del 6 settembre ha un paragrafo su Cornigliano e sul nostro accordo di programma che va definito una volta per tutte. Si parte lunedì mattina e non si torna più indietro”