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Gli sfollati di Ponte Morandi incontrano Salvini, pochi selfie e “una felpa per lui, ma solo se mantiene gli impegni”

Una delegazione dei comitati di via Porro e via Campasso e della zona arancione hanno parlato di cosa manca al decreto urgenze

Genova. “Abbiamo avuto dei sì su tutta la linea, ma nessun politico arriverebbe mai ad avere dei no. Qualcuno di noi ha applaudito, io aspetto di vedere se saranno rispettati gli impegni”. Franco Ravera, presidente del comitato degli sfollati di via Porro e via Campasso, al termine dell’incontro con il vicepremier Matteo Salvini, mantiene le dovute cautele. “L’incontro è andato bene – afferma – ma anche quello con il ministro Toninelli era andato bene e poi sappiamo com’è andata a finire”.

Pochi selfie e poche strette di mano, anzi. Qualche pugno sul tavolo, pare. Ravera era presente alla riunione, che si è svolta all’interno di uno dei tendoni allestiti dalla protezione civile sul lato nord di via Fillak, con una delegazione del comitato di sfollati e con alcuni rappresentanti delle imprese e dei cittadini della “zona arancione” (quelle aree vicine alla zona rossa e che sono penalizzate dalla chiusura delle strade e dai disagi dovuti al crollo).

“Salvini si è impegnato, anche a nome della Lega, a modificare in modo massiccio la parte del decreto che riguarda noi – continua il presidente del comitato di sfollati – gli abbiamo ribadito che le richieste avanzate dal sindaco Bucci in tema di risarcimenti, aiuti alle imprese e al territorio, li facciamo nostri”. I cittadini hanno espresso perplessità sul tema dei risarcimenti e degli indennizzi. “La parte del decreto che riguarda il tema della realizzazione del nuovo viadotto – dice Ravera – con l’esclusione di Autostrade ha dei passaggi contraddittori, di fatto apre un dubbio su chi dovrà risarcirci”. Agli sfollati erano stati promessi indennizzi per le abitazioni abbandonate entro l’8 dicembre. “Nel decreto si dice che se Autostrade non pagherà, ci penserà lo Stato attraverso un fondo fino al 2029, ma noi non vogliamo aspettare fino a quella data”.

Il ministro dell’Interno e leader del Carroccio, ha dialogato anche con i comitati della zona arancione. “Un dialogo faccia a faccia – racconta Fabrizio Belotti, portavoce – abbiamo chiesto risposte certe e tempi certi, mentre sul nome del commissario abbiamo fatto presente che per noi sarebbe importante che fosse qualcuno con un legame stretto con la storia di questo quartiere”.

“Se rispetta la parola data, forse, gli regaliamo una felpa del comitato, ma vediamo”. Scherza, ma neppure troppo, Giusy Moretti, altra combattiva esponente del comitato, punzecchiando il vicepremier e riferendosi alla sua “passione” per le felpe con le scritte.

L’ultima visita di Salvini a Certosa risale ai giorni prima del termine della campagna elettorale per le comunali di Genova, nel maggio 2017. Al tempo il leader del Carroccio aveva passeggiato tra la folla al mercato ambulante del sabato mattina, tra i selfie e le richieste di autografi. Questa volta, tutt’altro clima. Sotto il ponte che non c’è più.