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Domani i rientri-lampo degli sfollati di ponte Morandi: “Una vita tra quei muri, paura di non farcela”

Giusy Moretti, portavoce del comitato, è una delle prime a rientrare: in uno scritto racconta le proprie sensazioni

Genova. “Paura di non farcela, di non essere fredda e razionale, ma se ci dimentichiamo qualcosa, ricordiamoci che ci sarà una seconda entrata e un’altra ancora”.

Giusy Moretti è una dei portavoce del comitato degli sfollati di Ponte Morandi e fra i primi cittadini che potranno, in base ai piani elaborati da protezione civile e vigili del fuoco, a rientrare nella propria abitazione per recuperare, in due ore di tempo, gli oggetti personali.

“Non so se perderà minuti preziosi per accarezzare i muri, quelli non li potrò portare con me, eppure hanno visto tutta la mia vita”, scrive anche in un post pubblico sulla pagina Facebook Quelli di ponte Morandi. Anche al presidio ai varchi della zona rossa a Certosa, vicino al ponte della ferrovia, ci si confronta su come muoversi per essere il più efficienti possibili.

Rabbia, ansia, ma anche determinazione gli stati d’animo degli sfollati. “Siamo pronti – afferma il presidente del comitato, Franco Ravera – ognuno di noi aspetta questo momento da tempo, mia moglie ha passato intere notti a fare schemi di cosa prendere e dove trovarlo”. I primi civici interessati dai rientri saranno via Porro 5 e 6 e via Porro 11 e 16, i quattro edifici più distanti dalla pila 10, a nord e sud della stessa.