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Decreto Genova, procuratore nazionale antimafia De Raho: “Scritto senza pensare a mafie”

Genova. Nella giornata in cui il presidente dell’Anac Raffaele Cantone raggiunge Genova per parlare di corruzione e incontrare il commissario alla ricostruzione Marco Bucci, sul cosiddetto “decreto Genova”, arriva una nuova bordata.

Questa volta arriva direttamente dal procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, intervistato da Klaus Davi e Paolo Liguori durante la prima puntata di ‘Fatti e Misfatti – I Fuorilegge’ in onda oggi su TGCOM24.

Secondo De Raho “Il decreto Genova è la più chiara dimostrazione di come evidentemente alle mafie non si pensi, perché in quel decreto è previsto che gli affidamenti avverranno anche in violazione delle discipline, salvo quelle penali. Quindi anche in violazione di discipline extrapenali, cioè interdittive, soggetti contigui, tutto ciò che è la barriera che è stata creata per quelle imprese mafiose che fanno il movimento terra”.

Dichiarazione che si conclude con interrogativi inquietanti: “Quanto movimento terra ci sarà per la ricostruzione del ponte? Quante imprese interverranno per la costruzione? Quelli sono i circuiti in cui la ‘Ndrangheta, la camorra e cosa nostra si muovono di più. I primi investimenti le mafie li hanno fatti proprio in quelle imprese e allora non si può pensare all’urgenza senza pensare al contrasto altrimenti si lancia un messaggio che non è quello corrispondente a ciò che il popolo italiano vuole”.