Indagini e ricostruzione

Crollo ponte Morandi, Cozzi: “Rimozione controllata dei detriti e poi riapertura di via Perlasca”

Su Cantone: "Messaggio che invita a porre attenzione a rischi non a rallentare ricostruzione"

cozzi procuratore

Genova. Il sopralluogo effettuato sabato mattina dal procuratore capo Francesco Cozzi sulle macerie del ponte Morandi non aveva l’obiettivo di visionare l’ormai noto reperto 132, contenente cavi arrugginiti e tranciati e che potrebbe consentire un’accelerazione delle indagini, bensì peri visionare la situazione in vista della richiesta di riapertura di via Perlasca: “Sono andato li per verificare la situazione di via Perlasca che è quella che il commissario e il Comune vorrebbero riaprire – ha spiegato Cozzi prima dell’inizio del convegno a palazzo Ducale con Raffalele Cantone – e volevo rendermi conto di come interessa i reperti su cui è incorso perizia dell’incidente probatorio in modo da poter dare il nulla osta per la riapertura”.

La Procura – ha spiegato – non ha “altra competenza se non quella relativa ai reperti che si trovano sul sito e quindi sarà fatta come per gli altri una rimozione controllata in modo che possano essere salvaguardate le esigenze investigative”.

A proposito del reperto 132 Cozzi ha ricordato come “era gia stato acquisito da più di un mese e dovrà essere oggetto di una valutazione da parte dei periti che a riguardo dovranno produrre anche accertamenti specialistici di tipo tecnico industriale per accertare lo stato di manutenzione dei cosiddetti trefoli che si dipartono da questo pezzo di strallo o meglio du pila perché era la parte superiore della pila 9”. Il procuratore capo ha spiegato di non poter fare valutazioni circa l’importanza del reperto: “E’ in corso una perizia rispetto alla quale noi siamo unaparte: sicuramente è un pezzo importante perché è integro e sarà utile accertare in che condizioni era”.

Rispetto alla critiche di Cantone al decreto Genova – proprio oggi il presidente di Anac incontrerà il sindaco-commissario Marco Bucci – Cozzi ha commentato: “Chi è alla Dda come il sottoscritto sa perfettamente che in molti procedimenti di cui si si è occupata anche la Procura di Genova sono state accerta possibili attività o tentativi di infiltrazioni riconducibili a settori di criminalità organizzata, quindi fa bene Cantone a mettere in guardia coloro che si occupano di questa materia. Il messaggio di Cantone tuttavia – ha aggiunto Cozzi – non credo voglia essere un messaggio per frenare o ritardare quest’attività, ma solo di porre la massima attenzione su questa possibilità”.