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Crollo ponte Morandi, Autostrade: “Valori di verifica travi non indicavano livello sicurezza”

Il monitoraggio di Spea? "Basato su normaive previse dalla legge"

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Genova. “I valori di verifica delle travi non indicavano in alcun modo il livello di sicurezza del ponte Morandi”. Lo precisano, in una nota, le strutture tecniche di Autostrade per l’Italia, in merito ai valori di verifica delle travi del viadotto Polcevera definiti inaccettabili dalla Commissione di inchiesta del Ministero delle Infrastrutture secondo quanto riportato oggi dal quotidiano La Repubblica.

“I dettagli contenuti nella tabella Sp002 citata dall’articolo – peraltro noti e trasparentemente inseriti nella documentazione del progetto di retrofitting, accessibile a Ministero e Provveditorato e da questi valutata positivamente – indicano solamente quale sarebbe il margine di sicurezza con l’applicazione delle norme entrate in vigore nel 2008”.

Le norme entrate in vigore nel 2008, ricordano le strutture tecniche di Autostrade per l’Italia, hanno stabilito nuovi criteri di valutazione che, essendo molto diversi da quelli precedenti, non sono cogenti ma da considerare solo in caso di nuovi progetti o di pesanti interventi strutturali. “Peraltro nella documentazione del progetto di retrofitting – proseguono i tecnici di Aspi – che prevedeva l’allineamento alle nuove norme del 2008, era chiaramente indicato che il margine di sicurezza del Ponte Morandi, calcolato con le norme dell’epoca, era pari a circa 1. A dimostrazione della confermata sicurezza dell’infrastruttura”.

“La nuova normativa sulle tecniche di costruzione si applica soltanto ai progetti definitivi che nel 2008 non erano ancora stati approvati dalla Conferenza dei Servizi – si legge ancora nella nota di Autostrade -. La normativa non è, dunque, retroattiva. Diversamente andrebbe abbattuta e ricostruita la gran parte degli edifici delle città italiane e delle infrastrutture presenti oggi nel nostro Paese”.

Sono basate su metodologie previste dalla legge, applicate costantemente in Italia a partire dal 1985 e ripetutamente condivise – l’ultima volta nel 2017 – con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le attività di monitoraggio eseguite da Spea sul ponte Morandi. Lo sostiene, in una nota, Autostrade per l’Italia in merito alla “presunta inadeguatezza” delle attività di monitoraggio.

“Un voto di 43, secondo il manuale d’uso in vigore in Spea e noto ad Autostrade per l’Italia, indica un’opera ‘da segnalare’ – precisa ancora Autostrade – ma senza deterioramento della capacità portante, con suggerimento di programmare un intervento da realizzare a medio-lungo termine. Questa indicazione era stata recepita nel progetto di retrofitting, approvato dal Ministero, nel quale tutte queste informazioni erano contenute in modo trasparente”