Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Collisione tra portacontainer e traghetto a nord di Capo Corso, sversamento di combustibile in mare

Entrambe le navi, l'Ulysses e la Virginia, erano partite da Genova. La Regione Liguria a disposizione con Arpal per l'analisi delle acque

Più informazioni su

Genova. A circa 28 chilometri a nord Est di Capo Corso un traghetto ro-ro tunisino della Cotunav, l’Ulysses, e una portacontainer cipriota, la Vyrginia – entrambi erano partiti da Genova – sono entrati in collisione. E’ successo questa mattina, poco dopo l’alba. Lo scontro, nel quale non ci sono stati marittimi feriti, è però tenuto sotto controllo per la possibilità di danni ambientali. E’ scattato, infatti, il meccanismo “ramogepol” che mette in collaborazione le forze dell’ordine francesi, italiane e quelle di Monaco.

La collisione ha provocato uno squarcio nello scafo di una delle navi. La perdita di sostante non è ancora chiara. A fornire tutte le informazione è il canale twitter della prefettura marittima, dal quale abbiamo tratto anche le immagini dello scontro.

“Una macchia è stata notata attorno a entrambe le navi”, si legge in un comunicato. Dall’Italia sono partite sei imbarcazioni: tre di queste, appunto, hanno caratteristiche operative ‘anti inquinamento’ e sono del consorzio Castalia, di cui una è salpata proprio da Livorno. Inoltre viene confermato che nella zona si stanno dirigendo tre motovedette d’altura della guardia costiera, di cui una da Livorno, Nave Ingianni CP 409 che fa base nel porto toscano.

Inchiesta. Secondo fonti francesi incaricate dell’inchiesta e riportate dall’agenzia France Press, al momento dell’incidente la nave Ulysses si sarebbe trovata in navigazione a una velocità troppo elevata in rapporto alla propria capacità di manovra. In quella zona durante la collisione il tempo era buono e il vento soffiava a 7 nodi (13 chilometri all’ora)

Regione Liguria rende noto la completa disponibilità a fornire supporto al ministero dell’Ambiente e alla capitaneria di porto di Genova tramite l’Arpal, l’agenzia regionale incaricata tra l’altro dei controlli sulla qualità delle acque.