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Caccia, “Basta battute alla domenica e nei festivi”. L’appello del M5s: “In 11 anni 1263 morti in Italia”

"Poter girare nei boschi alla domenica in sicurezza è un diritto per tutti"

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Genova. “Toti raccolga l’accorato appello del Ministro dell’Ambiente Costa e fermi, una volta e per sempre, almeno la caccia la domenica e nei festivi. Sarebbe un primo, importante, passo per arrivare, il prima possibile, a risolvere un problema gigantesco e irrisolto di sicurezza e di pubblica incolumità su un’attività che provoca quotidianamente vittime su vittime, tra morti e feriti, cacciatori e non cacciatori, giovani e meno giovani, adulti e minori”.

Questo l’appello del Movimento 5 Stelle, all’indomani del tragico incidente di Apricale, dove un ragazzo è morto a seguito delle ferite di uno sparo di un cacciatore.

Secondo il consigliere pentastellato Ferrari, “I numeri sono impietosi, come testimonia l’enorme dossier della “Associazione Vittime della Caccia”, che attraverso un enorme e meticoloso lavoro ha certificato negli ultimi 11 anni, tra il 2007 e il 2018, un totale di 1263 morti o feriti sul territorio nazionale”. A questa cifra vanno aggiunte le 17 persone (4 morti e 13 feriti) contate dal 1 al 30 settembre 2018.

Le richieste sono precise: stop immediato all’attività venatoria in tutta Liguria dopo la tragedia di ieri mattina per motivi di ordine pubblico e per rispetto ai familiari dell’ennesima vittima della caccia, verso cui esprimiamo il nostro cordoglio, ma soprattutto stop a tutte le forme di caccia in tutte le domeniche e i festivi.

La Regione dovrebbe, secondo il M5s “Restituire il sacrosanto diritto alle famiglie e agli escursionisti di godersi almeno una giornata pienamente immersi nella natura, senza correre il rischio di imbattersi in una fucilata o in proiettili vaganti (di ogni calibro) che potrebbero ferire o, peggio, mettere a rischio la propria incolumità o la propria vita. Almeno nei giorni festivi chiediamo che non si debba più sentire un solo colpo di fucile”.

E poi nessun incremento delle “battute” negli altri giorni della settimana “tanto meno derogando sulle giornate di silenzio venatorio del martedì o del venerdì – conclude nella nota stampa – Non si tratta di “propaganda”, come qualcuno in queste ore l’ha definita, ma di semplice buon senso”.