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Caccia, animalisti scendono in piazza. Presidio a De Ferrari contro il “bollettino di guerra” della stagione venatoria

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Genova. “Domenica scorsa la caccia è stata responsabile dell’ennesimo, gravissimo fatto di cronaca nera, questa volta capitato nella nostra Regione, ad Apricale. Sarà la magistratura a chiarire quanto è accaduto: quello che è certo è che un ragazzo di 19 anni è morto per un colpo sparato da un cacciatore”.

Con queste parole inizia la nota stampa degli Animalisti genovesi che organizzano per domani, domenica 7 ottobre, dalle 15 alle 19, in piazza De Ferrari, un presidio di protesta e informazione sulle vittime della caccia.

“Noi non accettiamo che si parli di tragica fatalità: lo scorso anno i morti a seguito di incidenti venatori sono stati 30, ai quali vanno aggiunti altri 84 feriti. Tra queste, le vittime totalmente estranee all’ambiente della caccia sono state ben 34 (10 morti e 24 feriti). Quest’anno la tendenza è ancora peggiore, e in poche settimane tra gli altri abbiamo avuto un’auto raggiunta da uno sparo, i volontari alla ricerca di una ragazza scomparsa presi a fucilate, tre braccianti feriti mentre lavoravano nei campi, una famiglia con bambini piccoli sfiorata dai pallini mentre era seduta al ristorante, un ciclista raggiunto alle gambe, un bambino di otto anni ferito mentre giocava in giardino e numerose denunce per altri spari”

Un vero bollettino di guerra: “Quale altro “sport” avrebbe resistito a un elenco così interminabile di vittime? Cosa sarebbe successo se sugli spalti dei campi di calcio, dopo tre giornate di campionato si fossero già contate decine di morti e feriti?” si chiedono gli animalisti.

“Noi però riteniamo che i colpevoli non siano solo i cacciatori che premono il grilletto, per sfogare una passione sanguinaria e violenta. Altrettanto colpevoli sono tutte le istituzioni direttamente coinvolte, che non fanno nulla per fermare questa strage infinita di uomini e animali: dalle Regioni fino alle più alte cariche del Governo e dello Stato”.

“Per questo chiediamo con forza ogni passo immediatamente attuabile verso una drastica limitazione dell’attività venatoria, nell’attesa di raggiungere nel più breve tempo possibile l’unico obiettivo veramente degno di un Paese Civile: la totale abolizione della caccia”.