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Ricostruzione, il ‘quasi’ commissario Gemme promette tempi rapidi. Ma sulla sua nomina pesa il conflitto di interessi

A mettere in dubbio la legittimità della nomina l'art. 42 del codice degli appalti. E le dimissioni potrebbero non bastare

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Genova.”Il decreto l’ho letto e riletto, potrò esprimermi solo quando entrerò nel dossier e cercherò di capire quali sono i processi migliori per semplificare le attività. Dobbiamo fare un percorso veloce”. Lo ha detto a SkyTg24 Claudio Andrea Gemme, il manager di Fincantieri probabile commissario straordinario per la ricostruzione a Genova. “Tempi? in questo momento non lo so, devo vedere il progetto. Otto mesi però mi sembrano pochi” ha aggiunto cheGemme che promette “impegno, grande dedizione al dossier e a una costruzione rapida salvaguardando il patrimonio culturale e logistico della città. Quando avrò il progetto in mano mi esprimerò”.

Ma sul suo nome al momento pesa il conflitto di interesse. Ma sulla nomina di Gemme, non ancora ufficiale ma su cui esiste un accordo tra le forze di governo, pesa il conflitto di interessi. Lo hanno sottolineato in diversi in queste ore. In particolare a remare contro è l’articolo 42 del codice degli appalti sul conflitto di interesse, che in caso di esposti o ricorsi potrebbe impattare sul ruolo e la funzione che l’attuale manager Fincantieri dovrebbe andare a ricoprire, dal momento che proprio Fincantieri è stata più volte indicata come soggetto che prenderà parte all’opera di ricostruzione.

Il primo comma dell’art. 42 stabilisce che “le stazioni appaltanti prevedono misure adeguate per contrastare le frodi e la corruzione nonché per individuare, prevenire e risolvere in modo efficace ogni ipotesi di conflitto di interesse nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni”. Ma quello centrale è il secondo comma, che stabilisce che il conflitto di interesse si determina “quando il personale di una stazione appaltante o di un prestatore di servizi che interviene nello svolgimento della procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni o può influenzarne, in qualsiasi modo, il risultato, ha, direttamente o indirettamente, un interesse finanziario, economico o altro interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di concessione”.

La norma, quindi, fa riferimento anche alla “percezione” di un vulnus e chiede a chi si trovi nella posizione descritta di “astenersi dal partecipare alla procedura di aggiudicazione degli appalti e delle concessioni”. Al momento, a sollevare dubbi è stato il Codacons, affermando che un’eventuale nomina di Gemme “potrebbe essere annullata dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, o portare a ricorsi in tribunale da parte di aziende concorrenti a Fincantieri”. Di fatto, se pervenissero segnalazioni o esposti a seguito della nomina, Anac dovrebbe necessariamente avviare approfondimenti in merito e potrebbe rileggere l’assegnazione dell’incarico a Gemme proprio alla luce dell’art. 42 del codice appalti. E anche le dimissioni da Fincantieri poco prima di andare a ricoprire la nuova posizione potrebbero non bastare a fugare quella “percezione” a cui la norma fa riferimento e ad evitare interventi