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Registro delle famiglie tradizionali, cacerolada di protesta: “Fuffa, ma divisiva e discriminatoria” foto

Per le associazioni a difesa dei diritti civili "questo regolamento discrimina le famiglie, è anticostituzionale e contro la legge"

Genova. Si sono fatti sentire, “armati” di pentole e coperchi, visto che la commissione aveva rifiutato di audirli.

cacerolada davanti a palazzo Tursi

Diversi cittadini e rappresentanti di associazioni di diritti civili, si sono dati appuntamento sotto a palazzo Tursi, in via Garibaldi, chiamati dall’evento lanciato dal collettivo “Non una di meno”, per una cacerolada contro il registro delle famiglie, una mozione del centrodestra per l’istituzione del registro che racchiude solo le persone sposate.

“Noi oggi siamo a Palazzo Tursi – dice Claudio Tosi, presidente dell’Arcigay – per dire che non esistono famiglie di serie A o di serie B, questo regolamento discrimina le famiglie, è anticostituzionale e contro la legge, se fosse approvato lo porteremo in tribunale”.

Tra l’altro il fatto che venga precisato che le altre famiglie non saranno discriminate in caso di aiuti economici, secondo Laura Guidetti di Non una di meno, si tratta di “fuffa: non hanno tirato fuori un soldo in più, non hanno nominato alcun bisogno reale delle famiglie, semplicemente viene fatto un registro delle famiglie sposate con figli conviventi, con nonni conviventi. Noi avevamo chiesto di essere auditi, ci han detto di no, nei fatti non gli interessa il confronto con i genovesi, ma a questo punto non interessa neanche la realtà civile, visto che la metà dei genovesi è single, l’altra metà di quello che rimane è convivente, in sostanza parliamo di neanche un quarto di popolazione. Forse c’è anche dell’altro da fare in questo momento a Genova”.

Anche Cgil, Cisl e Uil avevano chiesto di essere auditi in commissione, senza successo ed esprimono “sconcerto davanti alla volontà del Comune di Genova di istituire un registro delle famiglie dove per famiglia si intende solo la coppia donna/uomo unita in matrimonio e composta da genitori e figli. Si tratta di un requisito che non fa altro che creare divisioni tra i diversi modelli di relazioni affettive mettendo in discussione il principio costituzionale della pari dignità sociale”.

La peculiarità è che poi i benefici previsti per le famiglie e ricollegati all’iscrizione al registro si estendono anche alle convivenze e alle unioni civili che al registro non possono essere iscritti, rendendo di fatto inutile l’esistenza del registro stesso, salvo che voler distinguere le “vere” famiglie da tutte le altre formazioni sociali.

“Cgil Cisl Uil credono che in una città già così drammaticamente colpita da una divisione fisica forzata, in seguito al crollo del Ponte Morandi, sia inopportuno rimarcare qualsiasi tipo di divisione tra le persone, soprattutto per le famiglie che mai come oggi hanno necessità di rapportarsi con le istituzioni senza etichette e frantumazioni anche se di carattere formale”.

Per Maurizio Natale (segretario provinciale del partito della Rifondazione comunista, federazione di Genova), Sergio Triglia (capogruppo Potere al Popolo nel Municipio Centro Ovest) e Davide Ghiglione (capogruppo in consiglio municipio Valpolcevera della lista Chiamami Genova) “ancora una volta, la giunta Bucci mostra la sua incapacità ad affrontare i reali problemi di Genova, utilizzando proposte deliranti che sono l’esatta cifra della cultura intollerante e discriminatoria di questa vergognosa maggioranza. Si affrontino i problemi e si evitino le sciocchezze”.