Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Qui! Group, l’appello dei dipendenti a Fogliani: “Ci convochi per dirci come intende aiutarci”

I lavoratori lamentano di non aver mai avuto un confronto con l'imprenditore e ora chiedono di passare dalle parole ai fatti

Più informazioni su

Genova. Lamentano di non aver mai avuto un confronto con l’azienda che si era sempre limitata a vaghe rassicurazioni e poi leggono sui giornali prima del fallimento dell’azienda stessa e poi che il proprietario del gruppo si dice pronto ad aiutare i dipendenti.

Per questo, in un appello su facebook i dipendenti della Qui!Group chiedono di trasformare le parole in fatti. “Siamo stati le prime vittime a pagare le scelte industriali portate avanti in questi mesi dalla nostra azienda senza essere mai stati coinvolti direttamente in esse – ricordano – Noi siamo Qui: perché siamo state il suo volto e la sua voce per le altre realtà toccate da queste scelte: i dipendenti che avevano in mano i nostri ticket e non sapevano dove spenderli e gli esercenti che attendevano i rimborsi delle proprie fatture. Persone che hanno alzato la voce con noi, spesso pianto davanti a noi ma che alla fine ci chiedevano sempre scusa quando esageravano perché sapevano che non eravamo noi gli interlocutori giusti con cui prendersela”.

I lavoratori accusano Fogliani di aver permesso “che noi dipendenti, come chiunque altro, apprendessimo le notizie più dure sul nostro futuro attraverso la stampa, senza fornirci mai uno straccio di comunicazione ufficiale”. Loro però al dialogo restano aperti: “Abbiamo affitti, mutui, rate e bollette da pagare, bambini da crescere e genitori anziani da accudire. Perciò se davvero vuole fare qualcosa per noi convochi subito un tavolo con i nostri rappresentati sindacali ed esponga loro le strategie che desidera attuare per salvare le sue altre aziende, i lavoratori che hanno perso il lavoro e tutti quelli che ancora lavorano per Lei e per le sue figlie”.

Un ultimo appello i lavoratori lo rivolgono ai curatori fallimentari: “Vi preghiamo, esaminate la situazione del Gruppo il più velocemente possibile pensando che dietro quelle società e quei numeri ci sono centinaia di famiglie che vivono giorni e settimane di angoscia.
A tutti gli altri, ma soprattutto alle istituzioni chiediamo di non dimenticarsi di noi”.