Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Primo giorno di scuola dopo il crollo del Morandi, calca in treno, bus navetta snobbati fotogallery

Per gli studenti il traffico sulle strade rende poco appetibile l'utilizzo delle navette

Genova. Sembra un normale lunedì mattina, la stazione Principe è animata ma senza la ressa delle grandi occasioni. Fino alle 7.50, quando un folto gruppo di studenti delle superiori, arrivati con i treni dall’alta Valpolcevera e dai quartieri a Nord di ponte Morandi provano a salire sul convoglio diretto a Ponente: frequentano tutti scuole a Sampierdarena, o a Sestri Ponente.

A poco serve l’opera di convincimento da parte degli operatori della protezione civile, i giovani che svolgono servizio civile e degli addetti di Trenitalia, ma anche dell’assessore alla formazione della regione Liguria Ilaria Cavo e del consigliere delegato del Comune di Genova Sergio Gambino che cercano di spiegare loro che al di fuori della stazione Principe esistono alcuni autobus navetta che li potrebbero portare a destinazione.

“In bus non ce la facciamo – dice Rebecca, 15 anni, di Sant’Olcese – c’è traffico e rimaniamo bloccati, aspetteremo il treno successivo”. Frequenta il liceo Classico Mazzini dove il dirigente scolastico, come accade per altri istituti, ha concesso flessibilità – almeno per i primi giorni – sull’orario di ingresso.

“Magari la proveremo nei prossimi giorni – prosegue l’adolescente – a che ora mi sono svegliata? Come sempre ma ho fatto più di fretta. Stranamente questa mattina il treno era in orario”.

“Stiamo cercando di comunicare ai ragazzi il ventaglio di possibilità – spiega l’assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo che con il Miur ha messo a punto una serie di misure speciali per il piano scuola dopo l’emergenza Morandi – ma ognuno deve fare la propria parte, l’invito è a utilizzare i mezzi pubblici, le navette o anche gli scuolabus messi a disposizione per 117 ragazzi delle medie, le famiglie limitino l’uso dell’auto, altrimenti il miracolo non si potrà compiere”.

“Abbiamo cercato di pensare a ogni dettaglio – continua il consigliere delegato Gambino – quello che preoccupa è la viabilità privata, almeno fino a quando non apriremo le strade di sponda sul Polcevera”.