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Appelli

Ponte Morandi, Uil e Spedizionieri spezzini: “Fare presto, governo agisca subito”

Fratoianni (Sinistra Italiana) attacca il governo: "Incendia sui social e fa pompiere in aula", intanto l'M5S annuncia tour in val Polcevera

M5S Ponte Morandi Genova

Genova. Fare presto, è questo il mantra ripetuto costantemente da imprenditori e sindacati genovesi e liguri in merito alla vicenda del ponte Morandi.

L’esecutivo regionale della Uil Liguria ribadisce che occorre cogliere l’occasione della ricostruzione per pensare in prospettiva e in termini di sviluppo alla nuova viabilità, gronda compresa, facendo diventare strutturali alcuni provvedimenti di emergenza. Occorrono mezzi straordinari, garantendo opportunità di intervento immediate e rapide come una legge speciale attesa da Roma e che sta diventando sempre più urgente e necessaria, “per questo chiediamo al governo basta chiacchiere ma fatti concreti  – spiega Mario Ghini, segretario generale Uil Liguria – siamo disponibili  a concordare percorsi ad hoc per la ripresa di Genova, ma nell’ambito di un Accordo quadro che contempli il controllo delle operazioni in termini di organizzazione del lavoro e sicurezza. Occorre, allora, un Patto per Genova e la Liguria che tenga conto di tutte le criticità nel rispetto delle regole di cui una società civile si dota. Nella ricostruzione del ponte il fattore tempo è determinante, ma non possiamo accettare deroghe che penalizzino i lavoratori che operano negli appalti, eccezioni che per fare presto possano mettere a rischio i lavoratori e l’esecuzione delle opere; così come riteniamo una follia la possibilità di non utilizzare il cronotachigrafo per gli autisti che operano sul territorio genovese”.

Per la Uil bisogna aprire immediatamente, insieme al commissario straordinario per l’emergenza del ponte Morandi, un tavolo di confronto a partire dalle crisi occupazionali, della mobilità pubblica e privata di merci e persone e dall’urgenza abitativa che colpisce centinaia di sfollati nella zona rossa. “Se non venissero adottate le giuste misure, il porto di Genova potrebbe perdere traffico a vantaggio dei porti del Nord Europa. Il rischio è concreto”.

L’appello arriva anche dagli spedizionieri spezzini, consapevoli che il crollo del ponte non ha ripercussioni solo su Genova. Il presidente Alessandro Laghezza richiama il governo a un atto di responsabilità: “Purtroppo esistono momenti in cui devono venir fuori caratteristiche umane che si chiamano coraggio, capacità di assumersi responsabilità e anche rischi personali a difesa dell’interesse pubblico. Queste sono le caratteristiche che differenziano un leader da un burocrate e sono quelle che giustamente il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, reclama a gran voce, chiedendo al governo un taglio netto dei tempi per la ricostruzione del ponte crollato e per salvare Genova dai rischi enormi che incombono sulla città, sul porto e sull’intera Liguria”.

Per Laghezza l’impressione è che, “eccezion fatta per il sottosegretario Edoardo Rixi, che si sta adoperando per rendere sempre efficiente l’elastico fra Genova e Roma, a livello governativo non si stia cogliendo la magnitudo del pericolo in atto. Altro che spread, il Morandi potrebbe condizionare i costi, la produzione, l’occupazione di tutto il Nord Ovest il cui sistema logistico fa perno sulla Liguria e in particolare su Genova. Non comprenderlo significa, questo lo si deve sapere, assumersi rischi ancora maggiori. Le incertezze e i ritardi avranno nomi e cognomi”.

Anche il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, di Liberi e Uguali, si rivolge al governo: “Sta diventando una costante di questo governo, fare dichiarazioni incendiarie sulla stampa e poi farsi pompieri in Parlamento. Ieri a Montecitorio si è  discusso del crollo del Ponte Morandi di Genova e il ministro Toninelli, con tutta la maggioranza, si è rimangiato ogni impegno solennemente preso a mezzo stampa in precedenza: nessuna revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, nessuna idea sulla ricostruzione del ponte da parte di un soggetto pubblico, nessun cenno alla nazionalizzazione delle autostrade. Non so se sono più stupito o più arrabbiato. Sono questi continui balletti a delegittimare la politica”.

Intanto il Movimento 5 Stelle annuncia l’M5S tour proprio in val Polcevera dal 14 al 16 settembre: “A un mese esatto dal crollo del Ponte Morandi – si legge in una nota – una tre giorni dedicata alla val Polcevera per ricordare le 43 vittime e provare a ragionare, insieme a parlamentari, europarlamentari, consiglieri regionali, comunali e municipali, sul futuro di Genova, degli sfollati, dei residenti e dei commercianti così duramente colpiti. L’evento, concepito e ideato prima di questa immane tragedia, è diventata l’occasione per andare incontro ai cittadini della val Polcevera, che oggi vive un totale isolamento dal resto della città. Fitto il programma della manifestazione, che si apre venerdì 14 settembre (alle ore 17) con un momento commemorativo per la tragedia del Ponte”.

Saranno presenti, oltre al Gruppo regionale M5S Liguria, l’europarlamentare Tiziana Beghin, i parlamentari M5S liguri e non solo, tra cui anche il senatore Nicola Morra, che terrà un intervento sulle infiltrazioni mafiose in Liguria. Non mancheranno – fa sapere il Movimento – momenti di intrattenimento, con artisti, musica dal vivo, lo spettacolo del comico Daniele Raco e iniziative pensate anche per i più piccoli.