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Ponte Morandi, il Decreto Genova delude anche gli agenti immobiliari

Genova. Profonda delusione e preoccupazione da parte di Fiaip, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali,  per quanto contenuto nel ‘Decreto Genova’. Appare purtroppo evidente uno scollamento tra l’Esecutivo, che ha licenziato un testo che sembra non tenere conto della grave crisi economica che si sta riverberando sulla città, e le esigenze  del territorio.

“Il testo del Decreto è miope – dichiara il segretario nazionale di Fiaip Fabrizio Segalerba –  innanzi alle giuste istanze avanzate dalle istituzioni locali e dal mondo del lavoro. I traffici portuali che da settembre sono in diminuzione promuovono una situazione di criticità nell’intero territorio del nord ovest in quanto l’indotto generato dal porto genovese è un volano per l’economia italiana, ed è quanto mai evidente che se il sistema logistico di Genova va in crisi e perde efficienza i traffici presenteranno il conto a tutto il network portuale italiano”.

“La nostra città per uscire dall’emergenza ha urgente bisogno di infrastrutture e di una viabilità complementare alla ricostruzione del ponte – ha aggiunto il rappresentante nazionale degli agenti immobiliari –  consapevoli che da una situazione di tale gravità si esce solamente con una visione comune, scevra da divisioni politiche,  ed un progetto strutturato da attuarsi con la massima urgenza”.

Fiaip esprime anche grande preoccupazione per i riflessi negativi che un prolungamento dei tempi della ricostruzione potrà avere sull’economia della città e sull’aspetto occupazionale. “La città senza un’attenzione particolare ai traffici marittimi, ed all’indotto che ne scaturisce – sottolinea Segalerba – rischia di cadere in una crisi occupazionale ancora più grande di quella che già l’ha colpita e dalla quale con fatica, prima del 14 agosto, si stava risollevando”.

In questo contesto si inserisce poi una riflessione legata al mercato immobiliare. “La mancanza di occupazione – continua il segretario nazionale della Fiaip –  genera inevitabilmente un’impoverimento del territorio la cui conseguenza sarà anche la riduzione dei  valori immobiliari in una città dove oltre l’82% dei cittadini ha riposto nel mattone i frutti di una vita di lavoro. In questo momento un’attenzione particolare deve essere riposta nei confronti delle aziende che a vario titolo sono state interessate dalla tragedia, ed oggi, dopo quasi due mesi, non sono ancora in grado di operare e non hanno risposte certe dalle Istituzioni”.

Infine un’analisi sui fondi stanziati. “La delusione è ancora più cocente – conclude Segalerba – perché i fondi stanziati dal Governo sono insufficienti e perché una misura necessaria come la cassa integrazione in  deroga per le aziende genovesi era uno strumento tanto necessario quanto auspicabile.  Averla concessa solamente alle imprese che cessano l’attività appare oltre che una beffa anche una mancanza di attenzione ad un territorio in agonia per  colpe non sue”.