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Lungomare Canepa, lavori interrotti per mettere bandiere nautico. La rabbia dei cittadini: “Ma noi di notte non dormiamo”

Oltre al danno, arriva anche la beffa

Genova. Il cantiere ha accelerato, e i lavori non si fermano davanti a niente o nessuno: non importa se la gente non riesce a dormire per il rumore, bisogna fare in fretta. Unica eccezione, le bandiere del Salone Nautico.

A denunciarlo alcuni cittadini di Lungomare Canepa, che da tempo convivono con i cantieri più impattanti (per ora) della città, e che dal 14 agosto 2018 si sono ritrovati sotto casa una buona parte del traffico che passava sull’A10.

Secondo alcune testimonianze, infatti, l’inderogabile cantiere, considerato tra più urgenti dell’attuale fase storica della città, avrebbe subito uno stop di diverse ore per consentire agli stessi operai di installare le classiche bandierine promozionali del Salone Nautico.

Con ogni evidenza la “pausa” non deve aver comportato l’aggravarsi dei ritardi sulla fine dei lavori, ma la protesta è sul valore simbolico di questo episodio: “Sono settimane che non dormiamo e che h24 conviviamo con rumori, inquinamento, disagi e criticità – spiegano i cittadini – e alle nostre richieste ci viene risposto che non si possono fermare i cantieri perchè sono urgenti. Bene, però il tempo per fermarsi mezza giornata per mettere le bandierine l’hanno trovato subito”.

Una denuncia simbolica, come simbolico può essere considerato questo episodio, che cade in un momento molto complicato per tanti cittadini genovesi, e che risulta significativo per quanto riguarda le priorità della città e gli interessi che la “governano”.

“Gli effetti sulla salute iniziano a sentirsi – scrivono i residenti del Comitato Lungomare Canepa – stanchezza cronica, affaticamento diurno, nervosismo, tachicardia e difficoltà di concentramento. Ciò che non capiamo è perché nessuno tenga conto che un’intera popolazione, ora a seguito, del crollo del Ponte si ritrovi a vivere a 20 cm dall’autostrada. Per questo le bandiere davanti casa, in mezzo ai cantieri, le viviamo come sfregio”.

E ancora “Quando ti promettono che entro il 15 Settembre almeno i tir smetteranno di passare sotto alle finestre, ma poi tutto slitta in sordina di 2 mesi e ti ritrovi bandiere festose al posto di seri lavori per installare la famosa galleria fono-isolante che ci permetterebbe di vivere e riposare – concludono – Ecco quando questo accade, come si fa a credere alle tante belle parole rassicuranti e alle promesse?”.