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Linea dura del Viminale contro le occupazioni abusive, anche a Genova il censimento su cittadini e centri sociali fuori legge

L’assessore comunale alla Sicurezza Stefano Garassino, leghista e salviniano, naturalmente si dice “concorde su tutta la linea del ministro”

Genova. L’assessore comunale alla Sicurezza Stefano Garassino, leghista e salviniano, naturalmente si dice “concorde su tutta la linea del ministro”. Che poi è Matteo Salvini. Anche se non sarà il Comune, in prima battuta, a gestire la circolare del Viminale che arriverà nelle prossime ore a tutte le prefetture e che rappresenta una stretta sul tema delle occupazioni abusive. Il testo di cinque pagine che, oltre a fare il punto sugli ultimi riferimenti normativi (dl sicurezza del febbraio 2017), invita a effettuare “ogni possibile censimento” di situazioni di abusivismo.

Il piano del Viminale interesserà dunque sia case occupate da famiglie, immigrati e non, sia alcuni centri sociali. Il ministero dell’Interno invita gli organi territoriale alla “massima rapidità”. Nel testo si parla della necessità, in caso di sgomberi, di creare una rete sociale in caso di minori o persone bisognose. Solo dopo aver appurato l’impossibilità di provvedere alle proprie esigenze i servizi sociali potranno farsi carico delle fragilità. “Interventi che, nella misura in cui siano ritenuti sufficienti e adeguati dagli uffici competenti, avuto riguardo anche alle possibilità in concreto dell’Ente, non potranno essere considerati negoziabili”, si legge nella circolare.

Per quanto riguarda i centri sociali, a Genova rischiano più di tutti quelli che, pur rientrando all’interno di una convenzione siglata dalla precedente amministrazione comunale, si trovano in stato di morosità. Qualche mese fa durante una seduta del consiglio comunale l’assessore al Bilancio Pietro Piciocchi aveva parlato di circa 11 mila e 6000 euro di canoni non versati dal Pinelli e dal Tdn, per i quali potrebbe decadere la convenzione e che potrebbero quindi trovarsi in una condizione di totale abusivismo. Rischiano anche la comunità della Libera collina di Castello e la ex Latteria, vicino ad Architettura. Diversa la situazione dello Zapata, a Sampierdarena, la cui posizione è nei confronti del Demanio.