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Inferno traffico, un nuovo giorno di “ordinaria disperazione”. Code, incidenti, malori e ambulanze bloccate fotogallery

La sicurezza dei cittadini è sempre più a rischio

Genova. Tutto scorre, anzi no. Continua la asfissiante morsa del traffico per tutta la Volpolcevera e il ponente genovese, sempre, ora dopo ora, in coda. Oggi un’altra giornata di “ordinaria disperazione” che giorno dopo giorno sta mettendo a dura prova la “tranquillità sociale” come ricordato oggi in Consiglio comunale.

traffico ambulanza

Se questa mattina il traffico sembrava essere meno infernale dei giorni precedenti, nel pomeriggio si è tornati alla oramai consueta situazione di caos senza fine: incolonnamenti da Teglia al casello di Bolzaneto, autostrada congestionata, inquinamento, smog, ore di vita volate via tra acciaio e asfalto.

Anche sui mezzi pubblici la situazione è al limite della sopportazione: gli autobus, nonostante un rafforzamento del servizio, non sempre riescono a garantire il “posto per tutti”, e con le infinite code anche gli orari sono aleatori.

In mattinata, su un treno diretto a Brignole, in arrivo da ponente, una signora si è sentita male a causa della eccessiva calca, necessitando dell’intervento del personale medico, con conseguente blocco temporaneo del convoglio e relativi ritardi sulla tratta.

Ma non sono “solo” i nervi dei automobilisti ad essere in pericolo: il traffico in alcune arterie è tale che i mezzi di soccorso fanno fatica a procedere, rimanendo praticamente bloccati tra macchine, autobus, camion, scooter e marciapiedi. Come si vede nel video di Antonella Cerutti che ha ripreso una situazione al limite in via Chiaravagna.

Nel pomeriggio il traffico autostradale ha subito forti rallentamenti a seguito di due piccoli incidenti verificatesi nei pressi dell’uscita di Bolzaneto e poco prima del bivio tra A12 e A7, in direzione Milano: la cosa ha causato code e rallentamenti sulla tratta fino alla Val Bisagno, continuate fino al tardo pomeriggio.

Siamo nel tunnel, e il nostro “viaggio” è appena all’inizio. E siamo già in coda, anche nelle metafore.