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Ilva di Cornigliano, il 90% dice sì al referendum ma la Fiom avverte il Governo: “O arriva il tavolo o il 24 settembre saremo in piazza”

Il 30 settembre per Genova scadono cassa integrazione e lavori di pubblica utilità

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Genova. E’ terminato lo spoglio all’interno dello stabilimento Ilva di Cornigliano relativo al referendum sull’accordo firmato la scorsa settimana da sindacati e Arcelor Mittal. Su 1474 lavoratori genovesi i votanti sono stati 1123. Di questi 1012, vale a dire il 90,1% si sono espressi favorevolmente all’accordo. 99 i contrari, pari all’8,8% dei votanti. 12 le schede nulle.

Ma la Fiom Cgil se da un lato plaude al risultato del referendum dall’altro avverte il governo: “Ora bisogna dare seguito a ciò che si è scritto nell’accordo nazionale su Genova, vale a dire che tutti i firmatari dell’Accordo di Programma devono essere convocati intorno ad un tavolo entro il 30 settembre” dice il segretario genovese Bruno Manganaro.

In quella data scade la cassa integrazione e i connessi lavori di pubblica utilità: “Il rischio che il 1 ottobre i lavoratori dell’Ilva di Genova non abbiano l’ammortizzatore sociale e l’integrazione al reddito è una pericolosa realtà – dice per cui attendiamo fino al 23 settembre per una convocazione ma se non arriverà dal 24 settembre partirà la mobilitazione con la determinazione che ci contraddistingue. Il Governo deve sapere che sta scherzando con il fuoco”.