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Il grido dell’Usb vigili del fuoco: assunzioni e rinnovo dei mezzi

L'apparato di soccorso è come l'antifurto, se funziona bene nessuno se ne accorge, se non funziona si capisce che se ne avrebbe bisogno quando è tardi

Genova. “L’apparato di soccorso è come l’antifurto, se funziona bene nessuno se ne accorge, se non funziona si capisce che se ne avrebbe bisogno quando ormai è troppo tardi”, Marco Vedelago, da un giorno ex vigile del fuoco (è in pensione da ieri) e responsabile regionale dell’unione sindacale di base dei vigili del fuoco, lancia l’ennesimo grido d’allarme sulla carenza di personale e di mezzi per il corpo che tutti hanno ringraziato dopo i soccorsi portati sutto le macerie del ponte Morandi.

“In questi anni – racconta Vedelago – abbiamo subìto passivamente scelte politiche di spending review, operando in situazioni sempre più critiche e complesse, con disagi. Il dissesto idrogeologico aumenta ogni anni e noi  siamo l’elemento di intervento nel fattore di crisi più acuto, abbiamo bisogno di mezzi nuovi, di più personale”.

Secondo l’Usb quello attuato negli ultimi anni è stato un metodo politico sbagliato: “Riduzione del personale, allungamento dell’età pensionabile e pensare che 15 giorni prima che avvenisse la tragedia, avevamo chiesto in prefettura un tavolo di crisi in cui fosse presente il sottosegretario per raccontare le criticità di questa città, una profezia? No semplicemente il frutto dell’analisi complessiva del territorioa da una quindicina di anni”.

Servono assunzioni per coprire un turn over pensionistico abbandonato per 15 anni e per il rinnovo dei mezzi, che hanno un’età media di 20 anni, e stanno dando i primi segni cedimento.