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“Gli spacciatori di paura stiano lontani da fabbriche e quartieri operai”: oltre 4 mila in piazza per il corteo di Lotta comunista fotogallery

La manifestazione antirazzista che si è svolta anche a Milano e Torino è la prima protesta di piazza contro il governo giallo-verde

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Genova. Oltre 4 mila persone in piazza questo pomeriggio per il corteo organizzato dai circoli operai di lotta comunista, da Genova solidale e dagli studenti del coordinamento 9 febbraio contro il razzismo e contro il “governo della paura”.

Giovani, anziani, bandiere rosse e l’internazionale a fare da colonna sonora a un corteo che tra la curiosità dei turisti di un assolato sabato di fine settembre è sfilato per via San Lorenzo via Dante, via XX Settembre, piazza De Ferrari per chiudere in piazza Matteotti. Un corteo lungo, come in città non si vedeva da tempo, e ordinato con i militanti di lotta tradizionalmente in giacca e cravatta a fare il servizio d’ordine, con le fasce rosse dei circoli operai al braccio, le spillette (ovviamente rosse) appuntate al petto e l’immancabile (e per i più illeggibile) giornale che i più giovani cercavano di vendere ai passanti che si sono soffermati allo scorrere dei manifestanti.

“Dal partito liquido al partito bolscevico direi che forse funziona meglio il secondo” scherza ma non troppo un giovane dirigente del Pd che proprio domani sarà in piazza a Roma. Vero è che Lotta comunista a Genova soprattutto è un partito che sul territorio ci sta come nessun altro: nelle case con la vendita del giornale, nelle fabbriche, in porto e nelle strade. E così nonostante del corteo di oggi non si sia parlato sui social e neppure sui media tradizionali, i numeri fanno impressione.

“Una manifestazione di realtà molto diverse contro questo governo ignobile e infame – dice soddisfatto dal palco tra gli applausi il rappresentante dei circoli operai – Nessuno ancora si era azzardato a scendere in piazza mentre oggi siamo qui insieme”.

La manifestazione infatti era aperta a diverse realtà ma il grosso ovviamente era costituito dai circoli operai e dalla Fiom che ha portato in piazza gli striscioni delle principali fabbriche genovesi. Tantissimi anche gli immigrati, per i quali lotta comunista organizza da sempre corsi di italiano. Uno di loro ha parlato dal palco : “Il ministro dell’Interno urla prima di italiani, Lo faccia davvero, vada nelle campagne della Puglia a raccogliere i pomodori, a riprendersi quel lavoro che secondo la Lega gli immigrati ruberebbero agli italiani”. Anche gli studenti che hanno organizzato il corteo del 9 febbraio scorso sono tornati in piazza. Per loro dal palco ha parlato Silvia Calosso: “Noi studenti diciamo no a questa politica xenofoba e cialtrona e lo diciamo in nome dell’accoglienza”.

A chiudere dal palco la manifestazione un esponente di lotta comunista che ricorda come: “Lega e M5S non sono la forza maggioritaria del Paese come vogliono far credere. Il primo partito rimane quello degli astenuti. L ‘onda razzista e sovranista è un invenzione e noi ai razzisti e ai sovranità diamo un consiglio: stiano lontani dalle fabbriche e dai quartieri operai. Non permetteremo agli spacciatori di paura di spargere indisturbati la loro melma, Multedo insegna” dice chiudendo la manifestazione tra applausi scroscianti.

Perché come aveva spiegato poco prima “per noi il tema dell’integrazione va oltre la doverosa solidarietà umana. E’ una battaglia politica. Qui è in discussione l’accoglienza e l’integrazione di nuovi comparti della nostra classe”.