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Manager Fincantieri e figlio di una sfollata di Ponte Morandi: Andrea Gemme in pole per il ruolo di commissario

Il profilo è stato suggerito da Matteo Salvini: era stato tra i papabili candidati sindaco di Genova per il centrodestra

Genova. Potrebbe essere Claudio Andrea Gemme, genovese, classe 1948, direttore della Divisione Systems & Components di Fincantieri il commissario straordinario per la ricostruzione dopo il crollo di Ponte Morandi. L’anticipazione è arrivata nel pomeriggio con uno scoop del Fatto Quotidiano dopo che per ore il mondo dei media e quello politico genovese e non solo si erano domandati a chi corrispondesse l’identikit del “manager” suggerito da Salvini al premier Conte.

Secondo il Fatto, su questo nome ci sarebbe già l’accordo di governo tra Lega e M5S. E Gemme non dispiacerà, sicuramente, neppure al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che oggi si è trincerato dietro un sospetto silenzio: Gemme lo scorso anno era stato tra i papabili candidati sindaco per il centrodestra a Genova. Il decreto per la ricostruzione nel capoluogo ligure, appena controfirmato dal presidente della Repubblica, prevede la seguente procedura di nomina: un decreto del presidente del Consiglio, cioè Giuseppe Conte, “sentito il presidente della Regione”.

Non solo è legato per motivi familiari alle vicende di ponte Morandi. Egli stesso ha vissuto, da ragazzo, in via Porro, in piena zona rossa, precisamente al civico 7. Al comitato di cittadini sfollati hanno ben presente il volto di Claudio Andrea Gemme, papabile commissario straordinario per la ricostruzione a Genova. “Ha anche partecipato a una delle prime assemblee dopo il disastro – racconta il portavoce del comitato Ennio Guerci – e pensavamo che fosse per esprimere solidarietà, invece era proprio per una questione pratica, perché quell’appartamento è ancora di proprietà della sua famiglia”. Gli anziani genitori di Gemme si sono trasferiti da qualche tempo in una casa di campagna in Piemonte. “Con Claudio abbiamo frequentato la stessa scuola – ricorda Guerci – se fosse davvero lui il commissario per noi sarebbe una buona cosa, è genovese, è vicino alla nostra realtà, ma incrociamo le dita perché, come si dice, nemo propheta in patria”.

Il suo curriculum rispecchia la descrizione fatta stamani dal leader del Carroccio – “ha girato il mondo” – avendo lavorato in Russia, Germania, Giappone. In Finmeccanica nel 1973, si legge su wikipedia, è passato all’Ansaldo nel 2000 e oggi è presidente di Fincantieri Sistemi Integrati e direttore della Divisione Systems & Components della stessa Fincantieri.

Interessante, da questo punto di vista, il fatto che il governo, come più volte ripetuto, sarebbe intenzionato ad affidare proprio a Fincantieri una parte operativa nella ricostruzione del viadotto sul Polcevera. Il ruolo manageriale di Gemme potrebbe configurarsi come conflitto d’interesse, ma non è escluso che il professionista possa dimettersi da Fincantieri per dedicare il suo tempo (rinunciando a uno stipendio ben più alto dei 200 mila euro previsti per il commissario) al servizio della sua città.