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Fauna marina ferita o in difficoltà, protocollo di collaborazione tra Acquario di Genova e Capitaneria di porto

Questo protocollo servirà a formare i ragazzi che vanno per mare per imparare a trattare gli animali feriti

Genova. “Quest’anno sono stati trovati due esemplari di tartarughe nella zona di Santa Margherita Ligure e verso Savona e ne abbiamo liberato 5 in mare, qualche mese fa. Dall’inizio della collaborazione con l’Acquario di Genova, comunque, sono stati salvati un centinaio di esemplari”.

caretta caretta

A ricordarlo l’ammiraglio Nicola Carlone, direttore marittimo della Liguria, che ha firmato un protocollo di intesa con Acquario di Genova per definire, a livello operativo e nell’ambito delle rispettive competenze, i principi di intervento in caso di segnalazione, avvistamento o ritrovamento di esemplari di fauna marina feriti o in difficoltà.

La Capitaneria, quindi, individuerà il personale militare che, dopo aver ricevuto un’adeguata formazione, potrà partecipare alle operazioni di recupero degli esemplari in affiancamento ai medici veterinari e allo staff dell’Acquario, che avranno acquisito le cognizioni tecniche per poter operare in sicurezza e più speditivamente a bordo dei mezzi della Guardia costiera.

“Questo protocollo servirà a formare i ragazzi che vanno per mare – sottolinea Carlone – per imparare a trattare gli animali feriti. Noi, spesso, siamo chiamato dai diportisti, o dai pescatori, che li vedono durante la navigazione e, grazie a queste procedure, potremo dare supporto immediato all’Acquario per operare al meglio”.

Un passo importante, quindi, nella forte collaborazione tra Capitaneria e Acquario. “Con questo protocollo d’intesa – spiega Giorgio Bertolina, amministratore delegato di Costa Edutainment – mettiamo a disposizione le nostre competenze e la nostra esperienza e, grazie a un lavoro di collaborazione con Capitaneria di porto che dura da anni e che ha permesso di mettere a punto modalità operative che consentono una maggiore celerità e, di conseguenza, la possibilità di recuperare con maggiore successo le tartarughe ferite in mare”.