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Fallimento Qui!Group, lunedì l’assemblea dei lavoratori. La Filcams: “Centinaia di famiglie nello sconforto”

Un crac da 325 milioni e per il giudice Daniele Bianchi non c'erano alternative al fallimento. Per i dipendenti unica speranza sarebbe un acquirente

Genova. “La notizia del #fallimento di #QuiGroup getta nello sconforto centinaia di famiglie. Un fallimento che peserà tantissimo anche alla città intera”. In un post su Facebook, subito dopo la decisione del giudice Daniele Bianchi di decretare il fallimento di Qui! Group, la Filcams Cgil esplicita una preoccupazione che accomuna non solo i 200 dipendenti diretti e i 600 lavoratori della galassia Qui! ma anche un’intera città con centinaia di creditori che ora vedono i loro rimborsi più lontani. Se fino a ieri si era parlato di un debito di 32 milioni di euro (a questo infatti ammontano le ingiunzioni di pagamento da parte dei creditori attraverso il solo tribunale di Genova), il giudice ha invece accertato un debito dieci volte più grande: 325 milioni di euro.

Ora saranno i curatori fallimentari che dovranno esaminare lo stato del passivo e capire se c’è modo attraverso un periodo di “esercizio provvisorio” o la vendita di beni immobili di pagare in parte i creditori. L’udienza è fissata per il 20 febbraio 2019.

Per i dipendenti la situazione è però drammatica e nei prossimi giorni potrebbero arrivare le lettere di licenziamento. “Ora bisognerà attendere la nomina del liquidatore fallimentare ma senza un acquirente per i 200 dipendenti non ci sarà futuro” ha commentato ieri Nicola Poli. “Trattandosi della società che rappresentava la “cassa” di tutte le società del gruppo, sono a rischio anche gli altri 400 dipendenti che fanno parte delle società della galassia Qui!”.
Anche Confesercenti parla di “epilogo peggiore per la vicenda dell’azienda genovese, soprattutto per i lavoratori e, ovviamente, per le aziende creditrici”.

“È chiaro che l’accoglimento della tesi della procura apre scenari che vanno ben al di là della mera insolvenza – aggiunge Andrea Dameri, direttore Confesercenti Genova –  Come Fiepet Confesercenti garantiremo assistenza a tutti coloro i quali decideranno di presentare insinuazione al passivo per cercare di recuperare qualcosa”
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Per Confesercenti inoltre a questo punto si fa ancora più pressante la necessità di apertura di un tavolo di crisi al Ministero, ma sarà anche “ fondamentale però, cogliere l’occasione per mettere mano alla normativa dei buoni pasto al fine di evitare il ripetersi di situazioni del genere e di proseguire nel progressivo strangolamento di bar, ristoranti ed esercizi alimentari da parte del sistema”.

Lunedi mattina i lavoratori si confronteranno con i sindacati in un’assemblea che si annuncia difficile e potrebbe sfociare in uno sciopero. Nel pomeriggio di lunedì i sindacati incontreranno l’assessore regionale al Lavoro Gianni Berrino. L’incontro era programmato da tempo, ben prima del drammatico esito con il fallimento della società, ma a questo punto gli ammortizzatori sociali sembrano l’unico strumento per tutelare i dipendenti. E non c’è tempo da perdere.