Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Dramma viabilità, i pendolari si organizzano per viaggiare insieme. I gruppi social nati dal basso

Prima delle aziende di car pooling, i pendolari si sono organizzati dal giorno 0

Genova. “L’ispirazione l’ho avuta di notte, mentre riflettevo su quante persone contavo sole in macchina in coda, mentre io ero sola in macchina in coda”. Così nasce l’idea di Alessandra Rapetti, creatrice del gruppo facebook “Ovada-Genova strada facendo“, l’organizzazione spontanea e informale di “car pooling ante-litteram”, nato all’indomani della tragedia di Ponte Morandi.

Sì, perché se pochi giorni fa Comune di Genova ha presentato alcune iniziative sul tema promosse da aziende privare già attive nel settore, i pendolari, quelli che dal giorno 0 si sono trovati a “reinventarsi la vita” una soluzione l’avevano già trovata.

“Dopo poche ore dalla nascita, il gruppo era già a quota 200 iscritti – conferma Alessandra – e oggi sfioriamo i 650 e siamo in continua crescita”. Anche perchè il bacino di utenza è molto ampio: “Sono diversi anni che sono attiva nelle associazioni dei pendolari, associazioni che sono il riferimento per migliaia di cittadini che dalle cittadine limitrofe al capoluogo genovese tutti i giorni si spostano per lavoro “verso il mare”.

Il meccanismo è molto semplice: i membri pubblicano orari e tragitti, e gli interessati rispondono: “Certo certe app potrebbero essere semplici e ‘smart’ – sottolinea Alessandra – ma noi siamo puliti, senza secondo fini commerciali o numerici, il tutto rimarrà a carattere umano”. Con il solo guadagno della qualità della vita, per chi viaggia, e per chi abita vicino alle vie intasate. Mica poco.

Il gruppo ovadese non è l’unica iniziativa di questo genere: dalle prime ore dal crollo, il passaparola aveva innescato i “fiocchetti gialli”, un sistema di riconoscimento per chi voleva offrire un passaggio, oppure altre gruppi più localizzati, come il gruppo facebook “Passaggio per Genova“, rivolto ai percorsi più urbani strettamente genovesi.

“La nostra situazione è drammatica – conclude Alessandra – da Ovada, Rossiglione, Campo Ligure, è diventato praticamente impossibile raggiungere Genova in maniera umana. Già prima del crollo i problemi erano tanti, con treni spesso in ritardo, con orari non gestibili per le diverse attività. Per questo ci siamo attivati”.

Ma non finisce qua: il gruppo non vuole solo “tamponare” una situazione decisamente problematica, ma bensì intende partecipare attivamente alla soluzione dei problemi. Per questo motivo lunedì 10 settembre, alle ore 21, presso la Loggia di San Sebastiano di Ovada ci sarà un’assemblea pubblica “aperta a tutti, alla quale abbiamo invitato molti sindaci, assessori regionali, nonchè i vertici di Trenitalia e Rfi, per provare a trovare delle soluzioni che non ricadano “sempre sui pendolari”. Sharing is caring, fighting is living.