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Decreto Genova: ammortizzatori sociali non pervenuti, e tetto massimo per i risarcimenti alle aziende in zona rossa

Fiom: "Il governo si è dimenticato dei lavoratori, si rischia perdita lavoro e reddito". Inoltre non ci sono indicazioni precise sulla "zona arancione"

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Genova. Non vengono date indicazioni sulla possibilità di risarcimenti per le aziende della “zona arancione”, quindi di zone come Campi, Certosa, Sampierdarena ma anche oltre. Non sono messi a disposizioni fondi per la cassa integrazione. Viene stabilito un tetto massimo di 200 mila euro per il risarcimento delle aziende in zona rossa che stanno perdendo tutto il fatturato. Sono alcuni degli aspetti critici e delle lacune nell’articolo del decreto Genova che parla di sostegno alle imprese.

Tanto che la Fiom leva già gli scudi. “Leggendo il testo – afferma Bruno Manganaro, segretario genovese – appare evidente che il governo si è dimenticato dei lavoratori: nessun ammortizzatore sociale per le aziende che ne sono sprovviste, nessun fondo da cui attingere per sostenere la perdita di salario dei lavoratori coinvolti dal fermo delle aziende che hanno subito il crollo del ponte, nessuna deroga a utilizzare ammortizzatori sociali per tutto il tempo necessario a far ripartire le attività ora in difficoltà”.

“Si rischia di perdere posti di lavoro e reddito – ha concluso – mentre nei ministeri romani si pensa alle assunzioni. Cosi non va”.

Questo si legge nel testo del decreto: “Alle imprese aventi sede operativa all’interno della zona rossa, nonché ai professionisti, artigiani e commercianti con sede o unità locale ubicate nella medesima zona, che nel periodo dal 14 agosto 2018 alla data di entrata in vigore del presente decreto hanno subito un decremento del fatturato rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2017, è riconosciuta, a domanda, una somma fino al 100 per cento del predetto decremento e nel limite massimo di euro 200 mila”. Inoltre “i criteri e le modalità per l’erogazione delle somme, nel limite complessivo di euro 5 milioni per l’anno 2018, sono stabiliti dal commissario”.