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Decreto Genova in dirittura d’arrivo, ora è ufficiale: Autostrade non potrà ricostruire il ponte sul Polcevera

Aspi dovrà però pagare per tutto, se non lo farà i soldi saranno anticipati dallo Stato. Per l'emergenza, intanto, in arrivo altri 20 milioni tra 2018 e 2019.

Genova. Se nelle bozze si manteneva ancora un minimo di apertura su chi avrebbe dovuto e potuto ricostruire il ponte sul Polcevera, il decreto urgenze, o decreto Genova, “bollinato” dalla ragioneria di Stato, arrivato negli uffici del Quirinale e in dirittura di arrivo con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, è molto più chiaro. Autostrade, o meglio, nessun soggetto che sia collegato alla concessione di strade a pedaggio, potrà partecipare alle attività concernenti le attività di ripristino del sistema viario.

Come già ampiamente promesso dai ministri Di Maio e Toninelli, e invece mai apertamente affermato da Salvini e dalla componente leghista del governo, Autostrade sarà dunque fuori dai giochi.

Ecco cosa si legge in uno dei punti del decreto: “Il commissario straordinario affida, ai sensi dell’articolo 32 della direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, la realizzazione delle attività concernenti il ripristino del sistema viario, nonché quelle propedeutiche e connesse, ad uno o più operatori economici che non abbiano alcuna partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio, ovvero siano da queste ultime controllate o, comunque, ad esse collegate, anche al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali. L’aggiudicatario costituisce, ai fini della realizzazione delle predette attività, una struttura giuridica con patrimonio e contabilità separati“.

Non è un caso che questa mattina la struttura commissariale per l’emergenza, presieduta da Giovanni Toti, avesse inviato a Roma, alla Procura, e a tutti i soggetti coinvolti nella partita Genova, il piano di demolizione e ricostruzione presentato proprio da Autostrade. Come se l’estromissione di Aspi fosse nell’aria più che mai, e servisse porre un punto di riferimento temporale per quelli che saranno i grandi cantieri dei prossimi anni.

Il decreto Genova chiarisce anche, però, che Autostrade dovrà pagare per tutto. E nel caso non lo facesse o ritardasse le spese di ricostruzione del ponte sarà lo Stato ad anticiparle, attingendo al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale. Con una cifra monstre. Per assicurare il celere avvio delle attività del Commissario, in caso di mancato o ritardato versamento da parte del Concessionario, a garanzia dell’immediata attivazione del meccanismo di anticipazione, è autorizzata la spesa di 30 milioni annui dal 2018 al 2029.