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Decreto Genova, 30 mln all’anno per il porto. Signorini: “Ci aspettavamo di più”

Genova. Nel testo del decreto sull’emergenza è stata confermata la percentuale del 3% dell’iva prodotta dai traffici portuali vincolata alle necessità del Porto di Genova.

Una scelta che era stata anticipata nelle settimane scorse, ma che non soddisfa quasi nessuno per via della copertura finanziaria che la garantisce. I soldi, infatti, saranno ricavati, o meglio, sottratti direttamente al fondo destinato ai porti italiani.

Non sono quindi risorse “nuove” ma uno spostamento all’interno dello stesso ambito, come anche per altre voci previste nel decreto. Una scelta considerata “folle” dal viceministro Rixi, che a margine del “Naples shipping week”: “Per un paese che punta molto sulla portualità questa è una scelta incomprensibile, il fondo annuale è di 80 milioni, a Genova ne servirebbero sa sola 90”.

Lo stesso Signorini, presidente dell’Autorità di sistema portuale, si astiene da commenti di gaudio: “Ci sono dei germi positivi in questo testo – ha detto a Napoli – ma ci aspettavamo di più. E se non ci saranno aggiunte in fase di conversione saremo decisamente delusi”.