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Crollo ponte Morandi, il Pd incontra le imprese, si spinge per la Zona economica speciale

Terrile: "Questo deve fare oggi il Pd: studiare, lavorare, proporre, e sostenere le Istituzioni della nostra Città nella difficile fase di ricostruzione".

Genova. “Un incontro molto partecipato e molto utile, senza polemiche e strumentalizzazioni, ma tutto centrato sul che fare per gestire la situazione di emergenza a seguito del crollo del ponte Morandi”. Definisce così Alessandro Terrile, consigliere comunale del Partito democratico, l’incontro di questa mattina in sala Trasparenza della Regione Liguria, tra il Pd genovese e ligure e i rappresentanti del mondo economico e del lavoro genovese, Camera di Commercio, associazioni di categoria e sindacati, per raccogliere proposte e richieste da portare al consiglio congiunto comunale e regionale di domani.

“Questo deve fare oggi il Pd: studiare, lavorare, proporre, e sostenere le Istituzioni della nostra Città nella difficile fase di ricostruzione”.

Quello che è emerso, secondo Terrile, è la necessità di una procedura amministrativa d’urgenza che consenta una rapida progettazione e realizzazione del nuovo ponte. “L’urgenza di confermare al più presto, al di là di un’ennesima valutazione di costi e benefici, le grandi opere infrastrutturali già approvate e finanziate (gronda autostradale, terzo valico, nodo ferroviario, nodo autostradale di San Benigno). La necessità di specifici incentivi fiscali per le imprese genovesi, oltre ai danni che dovranno essere risarciti da Autostrade, per evitare che la sofferenza di questi mesi porti ad una crisi economica ed occupazionale. L’istituzione di una Zona Economica Speciale può essere un’ipotesi su cui lavorare”.

Tutto questo – per Terrile e il Pd – con la previsione di specifiche risorse, può essere contenuto in una legge per Genova che il Parlamento può approvare in pochi giorni.

“Le proposte principali del Partito Democratico – dice il capogruppo del Pd in Regione Giovanni Lunardon – sono essenzialmente tre. Costruire il ponte il più rapidamente possibile e accelerare la realizzazione del Terzo Valico e della Gronda, una legge speciale per Genova in cui si dica, tra le altre cose, che tutti i danni, diretti e indiretti, devono essere pagati da Autostrade e la Zes, che oltre a snellire le procedure amministrative prevede importanti incentivi fiscali come un credito di imposta fino a 50 milioni di euro”. Il parlamentare Andrea Orlando ha annunciato che “domani alla Camera ci sarà un’audizione del ministro Toninelli a seguito della quale si dovrebbe arrivare a una risoluzione, che potrebbe chiarire se ci sarà o no una legge ad hoc per Genova”. La senatrice Roberta Pinotti ha sottolineato che “il Partito Democratico presenterà un emendamento al Milleproroghe per la Zes” ribadendo “l’importanza delle tempistiche degli interventi, visto che sui tempi – ha precisato – ci giochiamo molto”.

Erano presenti, tra gli altri, Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Ansaldo Energia, Coop, Legacoop Liguria, Cia, Cna, Confcommercio, Ascom, Confagricoltura, AssArmatori, Spediporto, Assedil, Camera di Commercio, Aeroporto, Civ di Cornigliano

Per i vertici di Confagricoltura Liguria: “Molto positiva – sottolinea il presidente ligure Luca De Michelis – l’unione di intenti sul livello politico cittadino e regionale di tutte le forze politiche, protese ad una soluzione rapida dell’emergenza e un rilancio, come deve avvenire dopo tragedie indelebili come questa, verso un futuro migliore anche per onorare chi in questa sciagura ha perduto la vita”.

È indubitabile, secondo Confagricoltura Liguria, che quello che è successo a Genova ha ripercussioni enormi non solo emotive ma anche economiche, e non solo per Genova e la Liguria, ma per l’intera Italia. “Va detto con forza – prosegue De Michelis – che la mancanza del ponte Morandi ha già ora ripercussioni inimmaginabili per l’economia non solo genovese, considerando che su quel ponte transitavano oltre 25 milioni di veicoli l’anno, molti dei quali diretti al primo scalo portuale d’Italia. L’asse tirrenico che passava sul Ponte Morandi era ed è strategico per tutti i commerci provenienti dalla Francia e dalla Spagna, diretti non solo al Porto di Genova ma a tutto il versante tirrenico della Penisola e verso la Pianura Padana”.

Si teme per l’agroalimentare ligure: “Le produzioni del Ponente saranno trasportate verso la Toscana e il litorale tirrenico con un aggravio di 110 chilometri rispetto all’abituale tracciato, dovendo dal 14 agosto deviare il flusso dalla A 10 verso la A 26 e la bretella di Novi Ligure per poi ridiscendere verso il Levante attraverso la A7. Il traffico portuale rischia il collasso  con danni enormi, se si considera che da Genova parte via nave l’80% di ciò che esportiamo come agroalimentare”.

In linea con molti interventi, compresi quelli degli armatori, degli spedizionieri portuali e della stessa industria, in primis Ansaldo Energia, la posizione di Confagricoltura sia sulla necessità di un iter burocratico straordinario per la ricostruzione, sia sul fatto che, al più presto, la nomina del commissario per l’emergenza vada ampliata alla ricostruzione, visto anche il ruolo assolutamente efficace e da tutti riconosciuto, avuto dal governatore Toti in questa fase.

“Pensiamo – auspica De Michelis – che occorra dare attuazione immediata anche a strumenti di supporto economico alle imprese quali le zone economiche speciali, le buste paga ‘pesanti’ per i lavoratori delle imprese colpite direttamente o meno dal crollo”.