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L’allerta gialla stoppa le operazioni sul Morandi, Polcevera off limits fino a stanotte

Attesi venti di burrasca e piogge forti e scatta il piano speciale di protezione civile

Genova. Nessuno opererà nel torrente Polcevera e nella zona sotto ponte Morandi, o per meglio dire, sotto i tronconi ancora in piedi, a partire dalle 20 da ieri sera e per tutta la durata dell’allerta meteo – fino alle 23.59 di oggi, sabato 25 – è la prima misura presa a tutela dell’incolumità degli operatori. Non è previsto un ampliamento della zona rossa.

Il presidente della Regione Giovanni Toti, straordinario commissario per l’emergenza legata al Morandi, insieme all’assessore alla Protezione civile Giacoom Giampedrone e al consigliere delegato alla Protezione civile del Comune Sergio Gambino hanno fatto il punto nella sala trasparenza della Regione a De Ferrari.

A far preoccupare la struttura commissariale sono i temporali e il vento forte previsti dagli esperti di Arpal. In particolare per questa sera si prevede un’alta probabilità di temporali forti sul centro-Levante. Domani, sabato 25 agosto, marcata instabilità per tutta la giornata. Non si escludono schiarite ma la probabilità di temporali forti resterà alta su quasi tutta la Regione e in serata ci sarà un rinforzo dei venti da Nord su tutte le aree con venti medi attorno ai 50-60 km/h e raffiche sui crinali fino a 100km/h. Domenica, meno piogge ma ancora venti di burrasca, anche se in calo. Subito dopo il passaggio di questo fronte si avrà una rimonta anticiclonica.

“Da subito avevamo deciso di mettere in atto previsioni specifiche, pluviometriche, incentrate sulla zona del Polcevera e un piano di protezione civile relativo per scongiurare qualsiasi rischio che possa incorrere su quel torrente”, spiega Toti.

“Una valutazione – continua Giampedrone – è che dalle 20 di questa sera non ci sarà più nessuno a operare nel greto del Polcevera e inoltre ci sarà un controllo visivo da parte dei nostri volontari della struttura per tutta la durata dell’allerta, queste sono misure sufficienti in prima battuta”. Si tratta di un piano detto tecnicamente “speditivo” ossia un aggiornamento del piano già in vigore di protezione civile.

“Cerchiamo di non farci prendere alla sprovvista – sottolinea Gambino – anche se questo significa magari rallentare temporaneamente nelle operazioni”.