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Ilva, l’11 settembre sciopero contro il nuovo governo. Manganaro: “Situazione si scalda, pronti alla lotta”

Lo sciopero indetto dalle segreterie nazionali di Fiom, Fim, Uilm e Usb contro l'inerzia dell'esecutivo mentre il 15 settembre scadono i termini per l'ingresso di Mittal

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Genova. “Il governo è proprietario dell’Ilva e anche se tende a dimenticarlo è responsabile di tutto quello che sta accadendo per cui se non arriverà una convocazione l’11 settembre faremo il primo sciopero contro il nuovo governo”. Il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro sintetizza così le ragioni dello sciopero che le segreterie nazionali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil Uil e Usb hanno indetto in tutti gli stabilimenti Ilva.

Per il segretario genovese della Fiom quello di settembre sarà anche uno sciopero “a difesa dell’accordo di programma di Genova di cui il governo sembra essersi dimenticato mentre, come ha ricordato anche ieri il segretario della Cgil Susanna Camusso, dopo il 14 agosto assume ancora maggior valore”.

I metalmeccanici genovesi della Cgil ricordano inoltre come nessuna risposta è arrivata dopo la lettera che le segreterie genovesi di Fim, Fiom e Uilm hanno inviato il 9 agosto al presidente Conte e al ministro dello sviluppo economico e del lavoro Luigi Di Maio in cui chiedevano una convocazione urgente per la conferma dell’accordo di programma e degli istituti a esso connessi relativi allo stabilimento Ilva di Genova Cornigliano compreso il finanziamento dei lavori di pubblica utilità: “Di fronte a quest’inerzia indubbiamente la situazione si scalda e a Genova, come sempre, siamo pronti a lottare per difendere salari e posti di lavoro”.