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Filcams e Cgil: il patto per il turismo funziona, 579 contratti di almeno 8 mesi

I sindacati temono il ritorno dei voucher come vorrebbe il decreto Dignità

Genova. Il patto per il lavoro nel turismo, un accordo innovativo tra Regione Liguria e parti sociali per finanziare con l’Fse (Fondo sociale europeo) la destagionalizzazione, funziona. A dirlo sono Giovanni Bucchioni e Federico Vesigna, segretari generali di Filcams e Cgil Liguria.

“Nei giorni scorsi la Regione Liguria ci ha consegnato il quadro delle pratiche presentate a seguito degli incentivi, previsti dal Patto per il Lavoro nel Turismo, per migliorare la qualità dell’occupazione nel settore incentivando la stabilizzazione dei contratti e l’allungamento della loro durata”.

Lo spunto era dato dal fatto che i dati dicono che all’aumentare dei turisti in visita nella nostra regione, non corrisponde una crescita dei posti di lavoro e l’occupazione nel settore resta prevalentemente precaria. Il turismo è ancora troppo legato al binomio sole e mare, mordi e fuggi, fortemente legato alle condizioni meteo.

Sono ancora poche le assunzioni a tempo indeterminato, solo 20, ma in un settore che resta a forte vocazione stagionale la buona notizia è l’attivazione di 579 contratti di almeno 8 mesi, di cui almeno il 20% sono nuove assunzioni.

È la dimostrazione, secondo il sindacato, che di turismo si può vivere tutto l’anno, con un’attenta programmazione e un serio investimento nella qualità dell’occupazione, che vuole anche dire più qualità dei servizi.

Per il prossimo anno il sindacato vorrebbe confermare l’accordo con la Regione aumentando le risorse e migliorando l’impianto incentivante. Quello che ci preoccupa è la discussione in corso in Parlamento sulla trasformazione in legge del decreto Dignità.

“La reintroduzione dei voucher in un settore fragile come il turismo rischia di mangiarsi quel poco di lavoro buono che abbiamo contribuito a costruire in Liguria con il Patto per il Lavoro nel Turismo e avrebbe come effetto la produzione di nuove forme di irregolarità e precarizzazione del lavoro. Se la ripresa della nostra regione passa anche dal turismo, con i voucher rischiamo di giocarci una buona parte delle opportunità di uscire dalla crisi. Come confermano i dati del primo trimestre del 2018, alle imprese non mancano gli strumenti di flessibilità per assumere. La contrattazione nazionale ha da anni individuato gli strumenti necessari per risolvere tutte le problematiche del settore: contratti fino a tre giorni, apprendistato ciclico stagionale, tempi determinati stagionali, eccetera, mentre la flessibilità contrattata al secondo livello consente contratti part time a 15 ore flessibili, contratti week end, orari multiperiodali. Se il problema è scaricare sui lavoratori i costi della competitività i voucher sono la soluzione, ma con i voucher non si costruisce il futuro della Liguria e dei suoi giovani”.