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Due camere, servizi e un salotto con vista Polcevera: ecco le prime case per gli sfollati di Ponte Morandi fotogallery

Sono 45 e saranno pronte da lunedì per anziani, famiglie con bambini e disabili. Sono case di Arte ma non rientrano nell'elenco dell'edilizia residenziale pubblica

Genova. Una cucina, un bagno, un salotto e due camere da letto. In alcuni casi un balcone con vista sul torrente Polcevera. Sono vuote ma hanno gli allacci ad acqua e gas e da lunedì saranno a disposizione per 45 famiglie sfollate dall’area sotto al troncone sospeso del ponte Morandi. Sono le prime case a disposizione per l’emergenza abitativa legata al Ponte Morandi e si trovano nel quartiere San Biagio, in via Romairone.

Come più volte spiegato, gli edifici di via Porro e via Del Campasso dovranno essere demoliti assieme al ponte e quindi Comune e Regione hanno approntato un piano per trovare un alloggio – entro Natale – alle circa 600 persone che ne avranno bisogno.

Le prime 45 abitazioni sono state messe a disposizione da Arte. “Non si tratta di case popolari – precisa il presidente della Regione Giovanni Toti – ma di appartamenti del patrimonio di Arte che la società avrebbe dato in affitto o venduto per fare profitto, nessuno dei cittadini che in questo momento attendono l’assegnazione di una casa Erp perderà il proprio posto nella graduatoria”.

Iren ha spiegato che si adopererà per rendere attivi da subito i servizi di acqua, luce e gas. Le abitazioni sono però non arredate. “Con l’ausilio dei vigili del fuoco i cittadini che le abiteranno potranno portare alcuni mobili per le prime esigenze”.

La soluzione di San Biagio, in Valpolcevera, è stata scelta anche per consentire alla popolazione sfollata di vivere nello stesso quadrante della città dove già risiedeva. “Potranno così andare nelle stesse scuole, dallo stesso medico, negli stessi uffici”, afferma Toti. Adesso parte la complessa macchina di assegnazione di queste case. Prima di tutto, ad avere diritto a una ricollocazione permanente, saranno le famiglie con bambini, disabili e gli anziani. Chi ha maggiore urgenza, insomma.

Queste 45 case saranno a disposizione da subito. Altre 100 saranno ristrutturate nei prossimi 40 giorni, sempre in zona. E poi ci sarà un ulteriore lotto da 150 abitazioni. Non solo. Cassa depositi e prestiti ha messo a disposizioni altri 40 appartamenti nel quartiere di Quarto, dall’altra parte della città. Saranno arredati e ci sarà un affitto di 100 euro al mese da pagare ma a versare il canone saranno Regione e Comune.

“Contiamo di avere sistemato tutti in maniera permanente entro 70 giorni al massimo” conclude Toti.