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Lettere al direttore

Dopo il crollo di ponte Morandi, il car pooling può salvare Genova

Siamo genovesi, siamo chiusi, restii e sempre sul “chi va là”.

Adesso però la nostra città ha bisogno del nostro supporto. Non possiamo arrivare all’apertura delle scuole mantenendo questo livello di traffico. Un’auto è occupata in media da 1,33* persone in ambito urbano. Significa che le persone presenti su 3 auto potrebbero stare in una. Significa che potenzialmente potremmo ridurre il traffico del 66% ma volendo immaginare che la realtà sia un po’ diversa diciamo del 50%.

Immaginate ora di vedere per strada la metà delle macchine che vedete ora.
Immaginate che al semaforo infondo alla strada Guido Rossa dobbiate “aspettare solo 3 verdi” e non 6. Ci guadagneremmo tutti.

Questa operazione si chiama car pooling ed è la condivisione di una vettura tra persone che effettuano il medesimo percorso. Non dev’essere necessariamente strutturale, può anche essere sporadica e saltuaria.

Forniamo un esempio. Prendiamo un grande polo attrattivo di traffico: l’ospedale Policlinico San Martino e prendiamo quattro persone che lavorano lì e abitano a Certosa. Veramente cambierebbe qualcosa se invece di andarci con 4 macchine ci andassero con una? No!
Ne guadagneremmo in traffico, in smog e magari in amicizia con persone che non conosciamo.
L’utilizzo dei gruppi Facebook di quartiere pare, allo scrivente, il miglior metodo per “far incontrare la domanda è l’offerta di passaggi”.
Impariamo a fidarci. Cerchiamo di essere un po’ più aperti e un po’ meno “genovesi”. Genova ce ne sarebbe grata.

*Dati isfort, osservatorio “Audimob” sulla mobilità degli italiani, 2015 (ultimi dati disponibili).

Ivan Dughetti, dottore in economia Delle aziende marittime, della logistica e dei trasporti.