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Dopo il crollo di Ponte Morandi i cittadini di Campomorone e Pontedecimo sono più isolati

Almeno fino al 3 settembre, quando sarà di nuovo istituita la linea ferroviaria tra Pontedecimo e il centro. "Chiediamo di non essere trascurati, il mondo non finisce a Bolzaneto"

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Genova. Dal 14 agosto, giorno del crollo del ponte Morandi, si è parlato moltissimo del rischio di isolamento per la Valpolcevera, sia da un punto di vista stradale sia da quello ferroviario. L’unico modo rapido per muoversi tra il centro e la vallata? L’autostrada A7 (che è stata resa gratuita da Genova Ovest ed Est e Bolzaneto).

Per favorire il trasporto pubblico il Comune ha attivato un servizio gratuito di bus tra la stazione di Bolzaneto e il metro Brin (si chiama MB) e poi ha reso gratis la stessa metropolitana tra Brin e Di Negro. Ma per chi abita oltre Bolzaneto? I problemi esistono e sono altrettanto pesanti.

Ci scrive Sara Del Giudice, una studentessa di Campomorone: “Parlo a nome di tanti compaesani, ci stavamo chiedendo come mai Pontedecimo non venga presa in considerazione, in quanto punto di riferimento per noi cittadini dell’alta Val Polcevera. Per noi risulta difficile, una volta arrivati a Pontedecimo, avere un collegamento diretto con il centro città, in quanto le navette partono da Bolzaneto, i treni si fermano a Rivarolo, e noi studenti non prendiamo l’autostrada”.

Esiste la normale linea 7 da Pontedecimo a Brin, ma per i cittadini di “Pontex” e Campomorone si tratterebbe di un ulteriore esborso oltre l’abbonamento del treno. Il 3 settembre la linea tra Busalla, Bolzaneto e Principe dovrebbe essere finalmente riattivata, anche se con frequenze non a regime.

“Non pretendiamo che la navetta gratuita arrivi a Pontedecimo, ma almeno che siano attuate delle agevolazioni”, conclude Sara.