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Crollo ponte Morandi, l’Università: “Noi ci siamo”. Il docente di ingegneria: “Impossibile nuovo viadotto in 8 mesi”

Si tratta di un pool di accademici che potrà essere ampliato. "Non vogliamo dare lezioni, ma essere utili"

Genova. L’Università di Genova si mette a disposizione delle istituzioni per l’emergenza di ponte Morandi. Un know how accademico ma direttamente applicabile alla realtà, per approfondimenti tecnici sistematici negli ambiti di Trasporti e logistica, costruzioni e ambiente: il gruppo di lavoro è stato presentato stamani all’ateneo genovese dal prorettore alla ricerca dell’Universita’ di Genova Michele Piana e da alcuni docenti che hanno detto sì all’iniziativa.

Foto cantiere ponte Morandi vigili fuoco zeggio

“Non vogliamo impartire lezione ex cathedra – dice Piana – questo sarà un gruppo aperto al quale si stanno aggiungendo persone che si mettono a disposizione per senso delle istituzioni”. Tra i primi docenti che partecipano al gruppo figura il docente di tecnica delle costruzioni del dipartimento di Ingegneria civile, Sergio Lagomarsino, disposto a fare, ad esempio, diagnosi con rilievi tecnici sui monconi o microcarotaggi sul calcestruzzo o fornire supporto per la progettazione del nuovo ponte. A questo proposito afferma: “Mi sembra molto improbabile costruire il nuovo ponte in 8 o 9 mesi, io penso che ci vorrà il doppio del tempo”.

Nel gruppo di lavoro anche il direttore del dipartimento di Scienze della terra Mauro Mariotti che ha precisato che il dipartimento sta collaborando coi vigili del fuoco per l’analisi del materiale caduto.

torrente sturla vegetazione e vipera

Il docente di economia dei trasporti, Enrico Musso, collaboratore della giunta del Comune di Genova per la definizione del piano urbanistico della mobilità, ha commentato: “Uno dei nostri compiti è anche trovare delle alternative viarie e bisogna ripensare la città nel tempo e nello spazio puntando ad esempio a forme di co-working e smart-working possibili oggi grazie alle nuove tecnologie”.