La lettera

Crollo ponte Morandi, dopo giorni di silenzio i comitati No Gronda reagiscono alle accuse

"Da sempre siamo contrari alle grandi opere inutili anche per il fatto che portano via risorse economiche agli interventi veramente necessari, come la manutenzione dell'esistente"

Genova. “Siamo stati additati persino come corresponsabili del crollo, ma noi ci sentiamo di dire che la nostra prima preoccupazione è sempre stata la salute dei cittadini”. Così il comitato No Gronda, nel mirino delle polemiche secondo solo ad autostrade in queste ore, all’indomani del lutto nazionale e dopo giorni di silenzio, pubblica una lettera aperta sul disastro del Ponte Morandi. Ecco la versione integrale.

“Il coordinamento dei comitati no gronda esprime il più profondo cordoglio per le vittime di questa immane tragedia che si è abbattuta su Genova in una delle più tristi giornate per la nostra città e per l’Italia intera.

Ci stringiamo attorno alle famiglie delle persone che non ci sono più e a quelle con persone ferite, con l’auspicio che possano presto rimettersi.

La nostra solidarietà va anche alle tante famiglie che sono state costrette ad abbandonare la propria casa, senza sapere se e quando potranno tornarci. 

Quando accadono disgrazie di questa portata, per chi ha buon senso e sensibilità per le vittime, queste sono le uniche cose che si vorrebbero dire.

Ma è anche comprensibile interrogarsi sulle cause di quello che è successo e dato che da più parti non solo sono stati tirati in ballo i comitati “no gronda”, ma addirittura qualcuno è arrivato ad additarci tra i corresponsabili, oggi, dopo i giorni di lutto di rispettoso silenzio, ci sentiamo di dire alcune semplici cose:

 per noi la prima preoccupazione è sempre stata la salute dei cittadini, a partire dal rischio amianto presente all’interno dei monti dove si vorrebbero scavare le gallerie della gronda, fino all’adeguata manutenzione del ponte Morandi e del vetusto nodo genovese che abbiamo sempre chiesto a gran voce.

Lo stato di salute del ponte Morandi è stato da sempre decretato da parte dei tecnici di Autostrade per l’Italia, gli unici ad avere competenza in merito, non da cittadini comuni, né tanto meno da noi. Gli stessi hanno sempre espressamente fornito rassicurazioni sulla sicurezza e stabilità dell’opera, a seguito di una manutenzione ordinaria adeguata, tanto è vero che il progetto della gronda, scelto da Autostrade tra le 5 ipotesi proposte, non prevedeva la sostituzione del viadotto Morandi, che sarebbe rimasto comunque in uso.

Da sempre siamo contrari alle grandi opere inutili anche per il fatto che portano via risorse economiche agli interventi veramente necessari, come la manutenzione dell’esistente e agli interventi di riassetto idrogeologico, interventi di cui un paese come il nostro ha continuamente bisogno.

Ci sentiamo di ringraziare tutte le persone, le istituzioni e i cittadini che si sono da subito attivati per le operazioni di soccorso, e ci stringiamo attorno ai nostri concittadini che da oggi dovranno sopportare un disagio rilevante nelle loro vite quotidiane, a partire dagli abitanti della Valpolcevera che sono di fatto isolati dal resto della città, ma soprattutto le famiglie che hanno dovuto lasciare le loro case.

 In questo abbraccio simbolico che vorremmo coinvolgesse tutti i genovesi, pensiamo che non ci sia davvero spazio per accuse politiche tra chi aveva differenti opinioni sulla gronda. Ora dobbiamo guardare avanti e trovare delle soluzioni urgenti per la sopravvivenza della nostra città, e se proprio si devono dare delle colpe, si diano agli organi competenti che avevano la responsabilità di quel bellissimo e maledetto ponte spezzato, proprio come i nostri cuori”.

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