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La manifestazione

Crollo ponte Morandi, boom di adesioni: spostato al 22 settembre il corteo di Riprendiamoci Genova

Organizzata da due note associazioni cittadine: "Niente bandiere di partito ma solo la Croce di San Giorgio, Genova deve tornare in mano ai genovesi"

torrente sturla vegetazione e vipera

Genova. Aggiornamento: vista la grande attenzione dimostrata dalla città per l’evento gli organizzatori hanno deciso di posticiparla al 22 settembre per garantire tutte le misure di sicurezza necessarie.

Sperano che piazza De Ferrari non basti per la manifestazioni che stanno organizzando, e quindi si danno appuntamento – e lo danno a tutti coloro che vorranno partecipare – in piazza Della Vittoria. Per non dimenticare la tragedia di ponte Morandi (e come si potrebbe dimenticare?) ma soprattutto per pensare alla ripartenza, Riprendiamoci Genova, il 22 settembre settembre, alle 17 è una nuova iniziativa nata sui social network ma destinata ad attuarsi in maniera tutt’altro che virale.

Tutte le informazioni sull’argomento si trovano a questo link, “La mattina del 14 agosto Ponte Morandi è crollato, portandosi via la vita di 43 persone e precipitando Genova in uno dei punti più bassi della sua storia millenaria. Al di là delle responsabilità dei gestori e della politica, un buona parte della responsabilità morale ricade su tutti noi genovesi. Per troppo tempo abbiamo lasciato che la nostra realtà invecchiasse, senza fare nulla, incapaci di pensare al futuro come qualcosa che ci riguarda tutti”, si legge.

Gli organizzatori sono due realtà conosciute in città: Riprendiamoci Genova e Che l’Inse. La prima è un gruppo di persone, professionisti, architetti, creativi, semplici cittadini, che si impegna da tempo a promuovere il riutilizzo di luoghi abbandonati o in disuso, come l’ex mercato di corso Sardegna, o l’ex ospedale di Quarto. Che l’Inse è un’associazione nata per promuovere la cultura genovese e la lingua genovese senza dimenticare la contemporaneità.

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Nel giro di 24 ore l’evento ha già raccolto centinaia di adesioni e migliaia di “mi interessa”. Vedremo in piazza. Obbiettivo della manifestazione chiedere due cose. La prima delle quali è già praticamente impossibile: “Che i fondi che verranno previsti per la ricostruzione, tramite lo Stato di Emergenza, siano gestiti ascoltando la voce della comunità locale, e non da un Commissario Straordinario senza relazione col territorio. La ricostruzione dev’essere guidata dagli urbanisti, dagli ingegneri e dagli architetti che conoscono Genova”. Ieri il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti è stato nominato commissario straordinario per l’emergenza.

La seconda: “Dopo quello che è successo pretendiamo che almeno una parte della ricchezza generata dal traffico del porto rimanga alle istituzioni genovesi, come avviene a Marsiglia, a Barcellona, ad Amburgo. Non è giusto che Genova sopporti il peso di questo traffico, e non le resti niente. È una questione di giustizia; è una questione vitale: almeno il 10% dell’IVA generata dai traffici del porto deve rimanere alle istituzioni genovesi. Non possiamo più aspettare”.

Il 22 settembre in piazza della Vittoria non ci saranno bandiere di partito, gli organizzatori invitano a portare la bandiera della Croce di San Giorgio, l’emblema della città. “Partiremo da lì e andremo fino al Palazzo della Regione per dimostrare che Genova non se ne sta dell’elemosina, ma deve essere messa in condizione di fare da sé, come ha sempre fatto nella Storia”.