Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Crollo Morandi, la commissione del Mit perde i pezzi: Ferrazza lascia e Brencich si dimette

Brencich e Ferrazza sono finiti subito nella bufera perché sottoscrissero un documento in cui si evidenziava, in previsione di alcuni lavori di rifacimento del ponte, il suo stato critico

Genova. Non era inatteso, ma fa comunque scalpore il terremoto che ha investito la commissione ispettiva del ministero delle Infrastrutture e Trasporti chiamato a indagare sulle cause del crollo del ponte Morandi di Genova e sulla sua attuale stabilità.

Una nota del ministero, diffusa in serata, annuncia che “il professor Antonio Brencich ha rassegnato oggi ufficialmente le sue dimissioni da componente della commissione ispettiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il ministero lo ringrazia per il lavoro fin qui svolto e per il gesto che mostra grande professionalità e sensibilità istituzionale”. Brenich è un ingegnere, docente presso l’università di Genova.

Inoltre – si legge ancora nella nota “Il ministro Danilo Toninelli allo stesso tempo ha dato mandato per la revoca dall’incarico di presidente della stessa commissione per l’architetto Roberto Ferrazza, secondo ragioni di opportunità in relazione a tutte le istituzioni coinvolte in questa vicenda”. Contestualmente, sarà a breve aggiunto all’organico della commissione ispettiva del Mit Alfredo Principio Mortellaro.

“Dirigente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Mortellaro rappresenta una figura professionale di altissimo livello e con una esperienza trentennale alle spalle – riporta la nota – Peraltro, nell’ambito dei molteplici compiti istituzionali, ha anche lavorato al collaudo di opere come il Terzo Valico”.

Brencich e Ferrazza sono finiti subito nella bufera perché sottoscrissero un documento in cui si evidenziava, in previsione di alcuni lavori di rifacimento del ponte, il suo stato critico. In quello studio, fornito ad Autostrade e allo stesso Mit, si parlava dei problemi legati agli stralli e al calcestruzzo ma senza indicare la necessità di una chiusura o limitazione del traffico sul Morandi.