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Caos buoni pasto, i commercianti: “Mai più un sistema senza garanzie”

La Fipe-Confcommercio ha avviato un censimento a livello nazionale che si trasformerà a settembre in un’azione legale

Genova. “Non accetteremo più che in futuro il sistema funzioni senza garanzie reali perché quello che è accaduto con Qui! Ticket non deve più verificarsi”. Alessandro Cavo, presidente Fipe Liguria ha avviato questa settimana il censimento di tutti gli esercenti danneggiati dal mancato pagamento dei ticket restaurant.

A Genova sono centinaia i negozi, ristoranti e bar che hanno crediti di migliaia di euro ciascuno, migliaia in tutta Italia senza contate i grandi store e le catene di supermercati che agiranno probabilmente in maniera autonoma. “I più fortunati sono quelli come me – spiega Cavo – che pagando commissioni altissime e anche su questo ci sarebbe da ragionare – sono andati a riscuotere i ticket magari settimanalmente, così non appena sono cominciati i problemi hanno smesso di accettare e hanno magari solo un paio di settimane di buoni”.

Accanto al censimento che porterà a un’azione legale collettiva (a Genova lo studio legale di riferimento è lo studio Bruzzone) per risarcire i commercianti però la Fipe sempre a livello nazionale chiede che il sistema cambi “perché come si è visto si tratta di semplici biglietti colorati con una firma sopra” ricorda Cavo. E che all’improvviso da vera e propria moneta sostituiva sono diventati carta straccia.

Il futuro dell’azienda sarà da fine agosto nelle mani di tre commissari che sarà scelti nell’udienza fissata il 23 gennaio davanti al tribunale di Genova. I commissari entro un mese dovranno depositare una relazione per dire che la Qui! Group può essere ristrutturata e salvata.

A tremare, oltre ai creditori, sono i circa 400 dipendenti dell’azienda. I sindacati invocano fin da ora il ricorso agli ammortizzatori sociali e hanno già fissato un incontro per il 10 settembre con l’assessore regionale al lavoro Gianni Berrino.