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Approvato il piano d’ambito della gestione dei rifiuti: verso un sistema unico regionale

L'assessore Giampedrone: "Ora gli impianti necessari a uscire dalla emergenza ereditata dal passato"

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Genova. L’Autorità d’ambito per il governo dei rifiuti ha approvato il piano d’ambito per la gestione dei rifiuti. Si tratta del documento che costituisce il riferimento strategico per l’impiantistica e l’organizzazione del ciclo dei rifiuti urbani. Inoltre, recepisce e integra i contenuti del piano metropolitano e di quelli provinciali, approvati di recente in via definitiva dopo la sottoposizione degli stessi al vaglio della Valutazione ambientale strategica (Vas).

“Il passaggio odierno – spiega l’assessore all’Ambiente Giacomo Giampedrone – rappresenta un momento decisivo nella strategia che Regione ha impostato per arrivare ad avere un unico ambito per l’intero territorio regionale e uscire quanto prima dall’emergenza rifiuti ereditata dal passato. Il Piano d’ambito approvato oggi rappresenta la premessa per completare il percorso e chiudere definitivamente il ciclo, con la realizzazione degli impianti necessari a gestire i rifiuti liguri in autonomia, tenendo presente la valorizzazione economica che da essi può derivare”.

Il Piano d’ambito approvato prevede di andare a pieno regime nel 2021: per raggiungere questo obiettivo, è prevista la realizzazione di un polo impiantistico in provincia di Imperia, con impianto di trattamento meccanico biologico del rifiuto residuo al netto della differenziata, un digestore anaerobico e una discarica che servirà il territorio imperiese.

Per il resto della regione sono previsti tre impianti di trattamento meccanico biologico del rifiuto indifferenziato: si tratta di infrastrutture capaci di trattare 100.000 tonnellate l’anno di rifiuti, e che hanno come obiettivo il recupero di materiale riutilizzabile e di trasformare i rifiuti residui in combustibile. Oltre a questi, sono previsti tre impianti di trattamento tramite digestione anaerobica della frazione organica, capaci di trattare 60.000 tonnellate all’anno.

Gli impianti della Spezia e di Savona riceveranno quote dell’indifferenziato della città metropolitana, mentre Scarpino, una volta riaperta, sarà la discarica di servizio anche per il rifiuto residuale della provincia spezzina. La provincia della Spezia, come contropartita, riceverà il quantitativo di frazione organica prodotto dalla zona a levante del territorio metropolitano, da cui potrà ricavare energia.