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Via Pré, rilancio in quattro mosse: dallo spostamento del mercato dello Statuto a via Fanti D’Italia pedonale

Oltre alla creazione di un campus e alla demolizione di spazi non utilizzati: per fare luce. Ecco le idee di Comune e Università

Genova. Si svilupperà attraverso interventi di illuminazione, demolizione e riqualificazione urbana il progetto “Pre-Visioni”, il piano di recupero dell’area di via Pré, nel centro storico, su cui stanno lavorando il Comune e la Scuola politecnica dell’Università di Genova.

Stamani nel salone di Rappresentanza di palazzo Tursi l’assessore comunale all’Urbanistica Simonetta Cenci, il vicesindaco Stefano Balleari e Renata Morbiducci, docente di Architettura tecnica presso l’ateneo genovese hanno illustrato la seconda fase, quella operativa, del piano di rilancio di uno dei quartieri più critici della città. Anche dopo la prima fase, di ascolto e confronto con i residenti e commercianti della zona, gli studenti e professionisti coinvolti si sono orientati su quattro aree di intervento.

In concreto, tra le idee emerse – e che secondo l’assessore Cenci potrebbero iniziare a concretizzarsi già nel corso del 2019 – c’è quella di demolire due edifici di proprietà almeno parzialmente comunale all’inizio di via Pré, non lontano dal polo umanistico dell’università, per dare respiro a due piazzette oggi poco sfruttate: piazza Delle vittime di tutte le mafie e piazza Inferiore del Roso.

pre-visioni

Qui si potrebbero riutilizzare due immobili del Comune, uno stabile dove la maggior parte delle abitazioni sono date in affitto e un ex oratorio utilizzato per accogliere dei migranti, per realizzare rispettivamente un mini-campus per studenti da 50 posti letto e un centro polifunzionale da destinare a mensa e sala studio.

Quella di far respirare via Pré è una delle linee guida alla base di un altro intervento possibile, la demolizione e trasferimento del mercato dello Statuto, una struttura in ferro battuto e vetro che oggi, di fatto, soffoca la vista di palazzo Reale. “Ci sono dei privati interessati a gestirlo per renderlo un punto di riferimento per i turisti, con negozi e street food – racconta Cenci – l’idea è fare smontare il mercato e rimontarlo altrove, magari nell’attuale capolinea dei bus in via Fanti d’Italia”.

Questa operazione rientrerebbe nella strategia di Pre-Visioni relativa alla creazione di una “nuova porta da ponente su Pré”, spiega la docente Morbiducci. In futuro tutto il piazzale che va da palazzo del Principe all’omonima stazione ferroviaria potrebbe diventare un’area pedonale, salvo modificare la viabilità pubblica e privata nella zona.

Interventi meno impegnativi ma d’impatto sul fitto nucleo abitato di Pré sono quelli relativi all’illuminazione. Per esempio, attraverso demolizioni definite “a quota zero”, ossia l’apertura di fondi al piano terra. Il Comune cercherà di capire quali siano gli immobili di proprietà per poter agire in tal senso. Si potrebbero così aprire dei varchi tra un vicolo e l’altro. La luce sbarcherebbe in via Pré, secondo i progetti della Scuola politecnica, anche in modo artificiale, con un sistema di rifrazioni a specchio e con percorsi di luci led a terra.

Le risorse per portare avanti quello che potrebbe essere uno dei più importanti piani di rigenerazione urbana mai tentato a Genova dopo quello che negli anni Novanta trasformò la zona di Sant’Agostino, devono ancora essere tutte reperite. Ma secondo Renata Morbiducci gli interventi non sarebbero ad alto costo, “Abbiamo tenuto conto della fattibilità economica di queste azioni”, dice.

Mentre l’assessore Cenci è convinta che gli investitori non si faranno attendere. “Soprattutto aziende nel settore immobiliare – spiega – interessate a realizzare residenze universitarie nei centri storici”. Inoltre Comune e Università stanno già iniziando a battere la strada dei bandi europei e di quelli di fondazioni bancarie, come la San Paolo.

pre-visioni

“Il nostro obbiettivo è valorizzare e rendere fruibile un quartiere con un grande potenziale sia turistico sia universitario”, afferma il vicesindaco Stefano Balleari. Il rischio, ma solo secondo alcuni di rischio si tratta, è quello di una gentrificazione e di uno snaturamento dell’attuale assetto sociale dell’area di Pré.