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Turismo, chi visita Genova è soddisfatto da mare, cibo e storia. Male prezzi, traffico, sporcizia e organizzazione foto

I dati sulla soddisfazione dei turisti raccolti dall'osservatorio turistico regionale

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Genova. L’Osservatorio Turistico Regionale, gestito in collaborazione fra Regione Liguria e Unioncamere Liguria, presenta l’indagine sulla “Soddisfazione per la vacanza in Liguria” riferita al periodo estivo 2017 (giugno-settembre), svolta dal Sistema Camerale Ligure ed elaborata con il contributo dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche.

Il 2017 si è configurato come l’ottavo anno di crescita continua degli arrivi turistici internazionali nel mondo (Fonte: World Tourism Organization). In Liguria – in linea con la situazione nazionale ed internazionale – gli arrivi hanno registrato un aumento del 4,8%, raggiungendo il 5,2% per quanto riguarda gli stranieri.

Nel corso del 2017 il turismo ha generato un impatto economico stimato pari a 81 miliardi di euro sul territorio italiano e pari a 5,6 miliardi in Liguria, dei quali 3,2 miliardi di euro nei soli mesi estivi.

I dati relativi al turismo estivo nella nostra regione confermano in termini generali l’appeal della destinazione sulle famiglie, che viaggiano autonomamente, alla ricerca del mare pulito, scegliendo una meta nota e consolidata.

Stando al report, per Genova consultabile sul sito di Regione Liguria, l’esperienza personale influenza le scelte del 32% dei turisti, ma aumenta la quota di coloro che si affidano ad internet per scegliere la destinazione del viaggio, passando dal 20% degli intervistati in allora, al 31,5%.

A “guidare” questo dato le informazioni in rete, le recensioni su portali specializzati e social network. Il portale “La Mia Liguria” arriva allo 0,9%.

Le seconde case, o gli appartamenti privati di amici o parenti sono ancora in testa alla classifica degli alloggi, con un aggregato di 33%, superando ancora gli alberghi, fermi al 30%. In crescita i b&b, con un 13%.

Tra le cose più apprezzate, il patrimonio storico-artistico, il mare pulito, l’interesse per l’enogastronomia del luogo, il clima e l’aria pulita, l’interesse per le tradizioni del luogo, la vicinanza a molti luoghi di interesse turistico, le spiagge e la raggiungibilità.

Male invece il traffico, l’inquinamento/sporcizia, l’affollamento, i prezzi elevati di beni e servizi, la mancata valorizzazione del territorio, la poca organizzazione turistica, le poche occasioni di svago/divertimento e la “classica” cattiva accoglienza da parte delle persone.